"Perchè possa aver luogo il possibile, bisogna continuamente tentare l'impossibile", Hermann Hesse

sabato 30 maggio 2009

COME ORIENTARSI PER TROVARE LA SOLUZIONE AD UN ESERCIZIO DI MATEMATICA di Walter Caputo



Molti libri di matematica contengono regole ed esercizi, esempi ed applicazioni: sembra quindi che ci sia proprio tutto. In realtà gli studenti mi dicono che nei libri di matematica manca qualcosa, un quid difficilmente definibile, ma che, in prima approssimazione, è la risposta ad una domanda molto importante: “Come porsi di fronte ad un foglio bianco che inizia con il testo di un esercizio di matematica ?”.

Cerchiamo di immaginarci proprio in questa situazione: abbiamo una penna e un foglio (su cui c’è scritto il testo) e dobbiamo risolvere l’esercizio, un qualunque esercizio di matematica. Come procediamo ? Molti studenti leggono il testo e poi smettono subito di guardarlo, in quanto si concentrano su se stessi per cercare, fra i propri ricordi, una formula o un teorema che consentano di elaborare la soluzione.
In pratica gli studenti agiscono come se attivassero una funzione di ricerca nell’hard disk del loro cervello: il problema è che, nella nostra testa, in quel momento, ci sono molte meno informazioni di quante ne possa contenere l’hard disk del nostro computer. Inoltre la scansione che attiviamo nel nostro cervello ci appare sicuramente meno efficace (e meno efficiente) di quella residente nel nostro elaboratore.
Seguendo questa procedura, talvolta, non si trova alcuna soluzione. In questo caso lo studente guarderà l’insegnante in modo vagamente assente e dirà: “Non so farlo”. “Non hai neanche un’idea su che strada prendere per giungere alla soluzione ?” risponderà l’insegnante. Lo studente resterà in silenzio per alcuni secondi, come se in quel momento stesse cercando di elaborare una nuova procedura per giungere alla soluzione, poi – inesorabilmente – dirà: “No”.

Carissimi lettori, possiamo cambiare la fine di questa storia: possiamo utilizzare un metodo diverso, che non garantisce la scoperta della soluzione, ma che può portare più facilmente al successo. E il successo fa star bene: è la base per ottenere un altro successo e poi un altro ancora. Avete idea di come ci si senta bene dopo aver risolto un esercizio difficile ? Sapete quanto risulta migliorato il vostro cervello dopo le grida di vittoria per aver superato un impegnativo esame di matematica ?

Ebbene, provate a seguire il metodo che ora vi esporrò, e ditemi poi come vi siete trovati. Ritorniamo al foglio che avete davanti: innanzitutto fissate il testo dell’esercizio e non distogliete l’attenzione neanche per un secondo. Non concentratevi su voi stessi, non cercate la soluzione, pensate solo al testo. Leggete il testo in maniera sostanziale, cioè cercate di cogliere cosa vi viene richiesto al di là dell’aspetto formale. Non fermatevi alla forma, non fissatevi sugli operatori matematici: cercate invece di andare oltre. Provate a rappresentare mentalmente la sostanza di ciò che vi viene chiesto.

Se ad esempio il vostro esercizio consiste in un rapporto fra polinomi uguagliato a zero, cioè in un’equazione, non pensate a come risolvere l’equazione. Provate invece a pensare che avete davanti semplicemente il quoziente fra due numeri, e volete che quel quoziente valga zero. In quali casi la divisione fra due numeri fa zero ? Soltanto se il numeratore (cioè la parte superiore della frazione) vale zero. Infatti zero diviso qualunque numero fa sempre zero e inoltre non è possibile dividere un numero per zero, per cui il denominatore (la parte inferiore della frazione) non può essere pari a zero. Tramite questo ragionamento di natura sostanziale giungiamo a considerare solo una parte del nostro esercizio: il numeratore uguagliato a zero. A questo punto abbiamo ancora un’equazione, ma molto più semplice rispetto a prima, e quindi facilmente risolvibile.

Tale metodo può essere applicato a qualunque esercizio, e spesso consente di ricavare la soluzione con minor fatica. Inoltre, gli studenti che utilizzano questo approccio, sviluppano il ragionamento matematico ed anche se non giungono alla soluzione, hanno una buona idea di quale sia la miglior strada da seguire. Quindi potremmo dire che, in questo modo, riescono più facilmente ad orientarsi in matematica.

giovedì 28 maggio 2009

CHE COSA E' LA MATEMATICA? Citazioni e frasi celebri






"Tutto è numero" disse Pitagora.

Due millenni dopo Leopold Kronecker affermò: "Dio creò i numeri interi, il resto è opera dell'uomo".

T.H. Huxley paragonò la matematica ad un mulino perfetto che macina prodotti di ogni tipo, ma come non si può avere farina dalla paglia così un lavoro matematico per quanto accurato non produrrà nulla se è partito da premesse sbagliate (gli assiomi, cioè i principi indiscutibili).

Il filosofo matematico inglese Bertrand Russel affermò che in matematica, che per lui era essenzialmente la logica, nessuno sa di che cosa si parla e se ciò che dice è vero.

Per gli intuizionisti la matematica era solo la manifestazione delle leggi dell'intelligenza umana, mentre la tesi realista sosteva che tutto l'universo è soltanto una struttura matematica.

Ha scritto Gabriele Lolli, uno dei maggiori logici italiani: "Se la matematica è logica, il suo successo non è che l'espressione del fatto che ragioniamo bene: un fatto non sconvolgente perchè se così non fosse l'umanità non sarebbe sopravvissuta nell'evoluzione."

UN PIZZA PARTY PER IO, SATELLITE DI GIOVE





Riproduciamo il modello della superficie di Io preparando una pizza!!

Che cosa occorre:
- pasta per pizza
- una cucchiaio da tavola
- salsa di pomodoro
- mozzarella e formaggio grattugiato
- olive nere snocciolate
- peperoni e pomodori
- olio
- sale

Come procedere:
Osservare bene l'immagine di Io per mettere in risalto le variazioni di colore:
- le aree bianche e leggere sono depositi di zolfo ghiacciato (la temperatura superficiale media di Io è di 150 gradi centigradi sotto lo zero!)
- i colori rosso-arancio sono depositi vulcanici
- i cerchi scuri circondano i crateri vulcanici (i due vulcani più famosi di Io sono Pele, il più grande, e Pillan Patera)



Utilizzare la mozzarella e il formaggio grattugiato per le zone bianche, i pomodori, la salsa ed i peperoni tagliati per le zone più rossicce, le olive nere affettate per i crateri.

Stendere la pasta per pizza, avendo cura di riprodurre anche i coni vulcanici e disporre gli ingredienti a seconda della mappa della superficie di Io.

Mettere un pizzico di sale e un po' d'olio prima di infornare a 180° per 30 minuti circa.
BUON APPETITO A TUTTI!

domenica 24 maggio 2009

FARE IL GIORNALE NELLE SCUOLE






Si è svolta a Benevento la manifestazione di premiazione della VI edizione del concorso “Fare il giornale nelle scuole” con la partecipazione di numerose scuole provenienti da tutta Italia. Sono intervenuti Lorenzo del Boca, presidente del Consiglio dell'Ordine dei giornalisti, Giovanni Fuccio, responsabile del Gruppo di lavoro, Mario Pedicini, dirigente degli Uffici Scolastici di Benevento, Filippo Bencardino, rettore dell'Università del Sannio.
Principalmente è stata spiegata l'importanza di fare il giornale nelle scuole, "per meglio comprendere le notizie che provengono dal mondo ed anche come momento d'incontro tra il giornalismo e la scuola". Pedicini ha sottolineato che "fare il giornalino può essere un momento di riflessione nella scuola, in quanto i ragazzi sono molto motivati e non può altro che migliorare la loro condizione".
Il rettore Bencardino ha espresso i complimenti per l'iniziativa, in quanto impostata alla lettura e alla creazione di un articolo aggiungendo che "nell'università c'è molta carenza su questo argomento, e proprio per questo partirà molto presto una web-radio per comunicare e spingere gli studenti ad essere dei piccoli imprenditori”. Il presidente Del Boca si è complimentato con gli alunni delle scuole premiate per aver introdotto nei giornali “elementi di originalità e fantasia eccezionali che non bisogna perdere, anche nel futuro".

Dopo i saluti è iniziata la cerimonia di premiazione: una vera e propria festa per i ragazzi e i loro insegnanti.

Nella giornata precedente, al Teatro Comunale di Benevento, si è svolto il Seminario di Studio "La funzione sociale del giornale scolastico dal dopoguerra ad internet", con la partecipazione di Fausto Pepe, sindaco della città; Mario Morcellini, preside dell’Università "La Sapienza" di Roma; Marco Sassano, quirinalista e fondatore del giornale scolastico "La Zanzara"; Agostino Burberi, allievo di don Lorenzo Milani alla scuola di Barbiana; Giorgio dell’Arti, opinionista e scrittore; Roberto Denti, fondatore della libreria dei Ragazzi di Milano. Ha coordinato i lavori Francesco Scolari, fondatore di Aereoplanino di Carta a Milano.
PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

ECLISSE TOTALE DI SOLE DEL 21-22 LUGLIO 2009





Un'eclissi solare è un fenomeno ottico visto dalla Terra di oscuramento di tutto o di una parte del disco solare da parte della Luna, che si verifica durante il novilunio.

Si tratta di un evento piuttosto raro: Sole, Luna e Terra devono essere perfettamente allineati in quest'ordine e ciò è possibile solo quando la Luna, la cui orbita è inclinata di cinque gradi rispetto all'eclittica, interseca quest'ultima in un punto detto nodo.





Quando il nodo si trova tra la Terra e il Sole, l'ombra della Luna viene proiettata sulla superficie terrestre e si assiste a un'eclissi solare.



Il tipo di eclissi solare più interessante da osservare è l'eclissi totale, quando durante la fase centrale è possibile studiare con facilità la corona solare: perché ciò si verifichi occorre che la Luna sia ad una distanza dalla Terra tale da farla apparire di diametro angolare lievemente maggiore di quello del Sole.







Se ciò non si realizza, cioè se la Luna mostra un diametro angolare apparente minore di quello del Sole, si osserva un anello luminoso: questa configurazione è indicata con l'espressione eclissi anulare.

In pratica le eclissi totali si verificano quando, in un certo istante di tempo, la posizione orbitale della Luna coincide con il nodo e la sua distanza dalla Terra è tale per cui il diametro angolare apparente della Luna risulta maggiore o uguale a quello del Sole.
L'eclissi è totale quando il Sole viene oscurato completamente. Il periodo di totalità può variare da pochi secondi a circa 7 minuti, a seconda della posizione relativa della Luna e dell'osservatore. La totalità è visibile solo in una stretta fascia della superficie terrestre lunga qualche migliaio di chilometri ma larga solo qualche decina. I luoghi adiacenti vedono invece un'eclissi parziale.

Trascorsa la totalità (detta anche fase massima) appare una luce abbagliante del Sole mostrando un aspetto ad "anello di diamante".





Si osserva un'eclissi parziale quando la posizione dell’osservatore non è perfettamente allineata con la Luna e il Sole e quindi è all'esterno del cono d'ombra proiettato dalla Luna.



Il Sole quindi appare "occultato" parzialmente e un osservatore posto sulla Terra in questo caso si troverebbe all’interno della sola penombra lunare .
Con il termine parziale quindi si osserva l'eclisse al di là della fascia di totalità (detta anche corridoio d'ombra)

Durante lo svolgersi delle varie fasi di una qualunque eclissi è imperativo proteggere gli occhi con adeguati filtri ottici efficaci.

Per conoscere i dettagli dell'eclisse di Sole del 21-22 luglio 2009 consultare:

SCOPRIAMO CHE COSA CONTIENE UNA SCATOLA CHIUSA....SENZA APRIRLA ! di Rosa Maria Mistretta



Con questo gioco impariamo a
"Vedere" il contenuto di una scatola chiusa usando una tecnica simile al radar usato dalle sonde spaziali
Materiale occorrente- una scatola di cartone chiusa, con un oggetto misterioso all'interno
- un ferro da maglia
- strisce di nastro adesivo di colori differenti
Supponiamo che qualcuno ci dica che una scatola contiene un oggetto misterioso e che, se si riesce a capire che cos'è senza toccarlo e tanto meno vederlo, l'oggetto sarà nostro.
Non è impossibile! Come si può capire di quale oggetto si tratta senza poterno vedere?

Si può utilizzate lo stesso metodo che la Sonda Magellano ha applicato per scandagliare la superficie del pianeta Venere, nonostante la spessa coltre nuvolosa impedisse l'osservazione.






Come si procedePer prima cosa, avvolgiamo tante strisce di nastro adesivo di colori diversi, una a fianco all'altra, nell'estremità superiore del ferro da maglia.
Iniziamo a fare nel coperchio dei piccoli buchi con il ferro da maglia, e spingiamolo giù nella scatola finché tocca qualche cosa.



Su un foglio di carta disegnamo una griglia corrispondente alla superficie della scatola, e coloriamo ogni quadratino della griglia con il colore che vediamo sul ferro in corrispondenza del foro, nelle diverse posizioni.
Dopo tanti buchi si ottiene una mappa topografica del fondo della scatola chiusa.

Poiché a ogni colore corrisponde uno spessore, con un po' di fantasia si può immaginare l'oggetto misterioso in tre dimensioni.

In questo caso abbiamo vinto... un orsacchiotto!

martedì 12 maggio 2009

EDWIN HUBBLE - VIDEO

COME SI FA A... gonfiare un palloncino senza soffiare dentro?


Occorrono:

*un palloncino di gomma,

*bicarbonato di sodio (si trova in tutte le farmacie),

*un piccolo elastico,

*una bottiglia vuota,

*una bottiglia di aceto.



Come si fa:

Si riempie 1/3 del palloncino con la polvere di bicarbonato di sodio.


Si mette mezzo bicchiere di aceto nella bottiglia vuota.


A questo punto bisogna applicare la bocca del palloncino a quella della bottiglia, senza rovesciare il bicarbonato nella bottiglia stessa.

L'operazione è facile perché il palloncino è di gomma.
Affinchè aderisca bene, è meglio avere un elastico che stringa il punto di innesto.


Sollevando il palloncino si rovescia la polvere nella bottiglia.
Il bicarbonato reagisce con l'aceto, liberando anidride carbonica gassosa che gonfia il palloncino.


Si verifica una specie di effervescenza del tutto simile a quella di alcuni digestivi granulari, che sciolti nell'acqua fanno le bollicine.


In entrambe i casi la miscela "esplosiva" è costituita da bicarbonato, acqua e aceto.

BENOIT MANDELBROT e i FRATTALI



Nacque a Varsavia il 20/11/1924.

Nel 1936 si trasferì in Francia, ed uno zio, insegnante di matematica, si occupò della sua educazione. Furono gli anni in cui Benoit Mandelbrot ebbe la possibilità di sviluppare la capacità di visualizzare, soprattutto attraverso un approccio geometrico, e di intuire in modo unico alcuni aspetti della realtà, magari già affrontati, ma lasciati cadere da ricercatori precedenti.



Dopo la liberazione di Parigi, entrò all'Ecole Polytechnique, dove completò i suoi studi.
Nel 1958 si trasferì definitivamente negli Stati Uniti, iniziando la sua lunga e fruttuosa collaborazione con l'IBM. Si trovò, infatti, in un ambiente che gli permise di affrontare problemi in diversi settori, con un'autonomia che nessuna Università, forse, gli avrebbe consentito.



Ebbe contatto con le idee di Gaston Julia che sviluppò e rese celebri attraverso uno dei primi programmi di grafica al computer.



Il suo lavoro fu pubblicato nel libro Les objets fractals, form, hasard et dimension (1975) e più compiutamente nel libro The fractal geometry of nature nel 1982, nel quale descrive in termini grafici le forme naturali spiegando, attraverso un rigoroso modello matematico, la loro complessità e fondando quella che è chiamata la geometria dei frattali.


Fu lo stesso Mandelbrot a creare il nome frattale nel 1975, quando, cercando per l'appunto un nome che potesse descrivere i suoi oggetti, sfogliando il vocabolario di latino del figlio, s'imbatté nell'aggettivo fractus, che, per la sua risonanza con parole come frazionato, sembrò adattissimo allo scopo.

Il successo fu travolgente. Oggi i frattali irrompono in ogni campo: suscitano l'interesse degli scienziati e la curiosità del grande pubblico, al punto che oggetti frattali si trovano comunemente in vendita.
Mandelbrot sostiene che le proprietà frattali da lui scoperte sono presenti quasi universalmente in natura. Secondo il suo punto di vista, oggi condiviso da molti studiosi, i modelli storici della matematica e della fisica usati per descrivere la natura sono incompleti: la natura è frattale!

Attualmente Mandelbrot è professore di matematica alla Harvard University.

lunedì 11 maggio 2009

ALLA SCOPERTA DELLA LUCE, GIOCANDO CON LE OMBRE



Con bambini piccoli, di scuola dell'infanzia e del primo ciclo elementare, si può iniziare portando a scuola delle torce elettriche, la cui luce può essere colorata sovrapponendo un pezzo di acetato colorato al vetrino, e proponendo ad un gruppo di bambini alla volta di far volare le "lucciole" nel buio, muovendo velocemente le torce ed illuminando qua e là.


Un altro gioco che si può fare è quello di sedersi in cerchio al buio e a turno passarsi la torcia elettrica che, posta al di sotto del mento, illuminerà il volto di ciascuno. Durante questo breve periodo di luce, il bambino o la bambina dovrà presentarsi ai compagni.Una delle prime scoperte che il bambino compie nei confronti della propria ombra è quella relativa alle dimensioni.
I primi giochi d'ombra, quindi, consisteranno nel governare l'ingrandimento o il rimpicciolimento della propria ombra dietro un lenzuolo bianco: un bambino, dietro un telo, indietreggia lentamente facendo crescere a dismisura la sua ombra fino a non farla più contenere dallo spazio del lenzuolo.In seguito, utilizzando la lavagna luminosa o il proiettore per diapositive, si potranno proiettare immagini costruite con materiale di raccolta (piccole piume, pezzetti di garza, pellicola colorata, ecc.) che, posto sul vetro della lavagna luminosa o inserito all'interno dei telaietti per diapositive, permetterà di costruire realtà fiabesche.In un secondo tempo si può perfezionare la tecnica della proiezione con telaietti per diapositive utilizzando un po' di olio e del colore liquido.


Si prendano due vetrini e due foglietti di acetato trasparente tagliati secondo le misure; tra l'uno e l'altro si inserisca una goccia d'olio e un po' di colore, magari mischiato a qualche brillantino. Si chiudano i vetrini e si montino nel telaio.Quando il proiettore sarà acceso, il calore farà muovere l'olio e sul telo appariranno immagini fantastiche e colorate in movimento.

Per creare, invece, le ombre nere, si chiederà ai bambini di disegnare su un foglio un personaggio o un oggetto, lo si ritaglierà sagomandolo il meglio possibile, quindi lo si proietterà per mezzo di un fascio luminoso. Si avranno così i primi abbozzi di sequenze animate.

Esperimenti di questo tipo andranno ripetuti a lungo e i bambini dovranno essere lasciati liberi di provare e riprovare le diverse possibilità. Pian piano si chiederà loro di verbalizzare le situazioni a partire da "Sembra…" e "Assomiglia a…", così da costruire anche delle semplici strutture linguistiche che in seguito si potranno trasformare in storie da drammatizzare.Al di là di questa leggendaria origine, le ombre cinesi sono un gioco divertente e semplicissimo da realizzare: sono sufficienti due mani, un muro, una fonte di luce. E tanta fantasia.

Il materiale necessario è tutto qui:
--due mani, le tue!
--un lenzuolo bianco che faccia da sipario o comunque una parete sgombra.
--un faretto da 100 watt da posizionare in modo che punti vero il sipario in posizione obliqua dall'alto verso il basso Ecco qui alcuni esempi a cui puoi ispirarti:


A volte ci si può aiutare anche con piccoli oggetti realizzati al momento.In tal caso procurati:
cartoncino;
corda (potrebbe servire per la coda di un animaletto!);
carta seta o carta plastificata colorata;
bastoncini come quelli che si usano in floricultura;
attaches parisiennes (ferma campioni) se vuoi realizzare delle sagome mobili.
Costruisci sagome semplici, ritagliando il cartoncino; se ti riesce, ritaglia spazi all'interno della sagoma e riempirli con carta plastificata colorata.
(inizia da cose semplici: una casetta, per esempio, con le finestre illuminate!) Fissa la sagoma su un bastoncino sottile.Fai muovere la sagoma stando dietro al lenzuolo e ovviamente davanti al faretto.Per allestire spettacolini ancora più completi potresti procurarti una lavagna luminosa e proiettare sul lenzuolo uno scenario o un paesaggio posizionato direttamente sul piano della lavagna stessa.
(Fonte: MottaOnLine)

domenica 10 maggio 2009

NATURA DA VEDERE : LE STAGIONI - VIDEO

DIVINA COMMEDIA - PRIMO CANTO DELL'INFERNO - VIDEO

LA SCUOLA DI IERI - MARIA MONTESSORI - VIDEO

MINERALI - fotografie

FRATTALI - VIDEO

TETTONICA A PLACCHE - VIDEO

ITALIA - VIDEO

LA TEORIA DELLE STRINGHE - VIDEO

TAVOLA PERIODICA DEGLI ELEMENTI - VIDEO

BUCHI NERI - VIDEO

domenica 3 maggio 2009

MERAVIGLIOSA NATURA SELVAGGIA - VIDEO

CELLULA VEGETALE - VIDEO


LA SCIENZA È PIU’ FACILE GRAZIE ALLA MATEMATICA di Walter Caputo


Partiamo da questa affermazione: la scienza è difficile. Siete d’accordo ?



Certo, voi potrete obiettare che la difficoltà è soggettiva, in quanto per alcuni la scienza è assolutamente facile, mentre per altri è totalmente incomprensibile. Tuttavia, quante persone, dopo una settimana di studio, non riescono a comprendere un capitolo di fisica ? E quante invece non riescono a cogliere gli elementi essenziali di una pagina di diritto ?

Dunque, il problema della difficoltà della scienza esiste. Ma è necessario risolverlo ? Qual è la vostra opinione ? Io ritengo che la risposta sia decisamente affermativa: una cultura scientifica di base è oggi indispensabile. Ogni Paese ha bisogno di scienza e di applicazione della scienza, ed ogni cittadino ha bisogno di fondamenti scientifici per poter partecipare attivamente e con cognizione di causa alle decisioni che vengono prese nel proprio Paese. Se non sappiamo nulla sull’energia nucleare, come possiamo decidere se votare pro o contro ?

Se dunque è necessario risolvere il problema della difficoltà della scienza, occorre pensare a come fare. Io sono convinto che la soluzione sia utilizzare uno strumento potentissimo: la matematica, sì, avete letto bene, proprio la matematica, ovvero quella disciplina che per molti serve soltanto a complicare i concetti. E invece no: la matematica serve a semplificare, sintetizzare, ragionare, capire in profondità gli elementi essenziali oppure i primi principi della scienza e poi poter proseguire per comprendere anche gli sviluppi successivi.

Ma andiamo per ordine: innanzitutto la matematica è un ottimo mezzo per semplificare. Infatti, pochi simboli e qualche formula possono brillantemente sostituire intere pagine di testo. Una minor quantità di testo significa minor tempo di lettura, ma anche maggiori probabilità di cogliere l’essenziale. Perché, in mezzo a tante pagine, non è facile capire cosa è veramente importante, quali sono i principi base e quali invece le spiegazioni più o meno articolate e gli esempi più o meno numerosi. Quindi, grazie all’utilizzo della matematica, un articolo di divulgazione scientifica può diventare più semplice, più breve e più essenziale.

Inoltre la matematica possiede un pregio indiscutibile: consente di procedere fino in profondità. Con ciò intendo dire che, se in un articolo di divulgazione scientifica viene omessa la matematica, il lettore potrà comprendere l’argomento trattato solo in superficie, o comunque soltanto fino ad un certo punto. Perché oltre c’è la matematica, e non se ne può fare a meno. E allora ripartiamo dalla matematica, a condizione però che gli insegnanti sappiano trasmettere le basi agli studenti, e i divulgatori scientifici riescano a spiegarla agli adulti che l’hanno sempre odiata. Basta poco, basta la passione.

venerdì 1 maggio 2009

CONOSCIAMOLO MEGLIO: WALTER CAPUTO

CARRIERA SCOLASTICA
- Diploma di Ragioniere e Perito commerciale conseguito nel 1989 presso l’I.T.C.S. “Luigi Burgo” di Torino, con la votazione di 58/60 ;
- Diploma Universitario biennale in Amministrazione Aziendale con specializzazione in Finanza, conseguito nel 1991 presso la Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università degli Studi di Torino, con la votazione di 110/110 con lode ;
- Laurea quadriennale in Economia e Commercio conseguita nel 2001 presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Brescia, con la votazione di 96/110 .
- Laurea triennale in Scienze Statistiche conseguita nel 2007 presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Torino, con la votazione di 96/110.

CORSI
- Seminari di argomentazione, retorica e psicoanalisi;
- Da marzo a settembre 1999, corso di formazione professionale di 120 ore, dal titolo “operatore commerciale in lingua inglese”;
- Nel mese di luglio 2004 corso professionale Zucchetti per conseguire la qualifica di Tutor Zucchetti su software gestionale di contabilità;
- 24 agosto 2006: mini corso di introduzione all’Astronomia con osservazione del Sole, tenuto presso l’Osservatorio astronomico Monte Zugna (Rovereto);
- Da novembre 2006 ad aprile 2007: corsi di astronomia (con attività presso gli osservatori di Alpette e di Pino Torinese), scienze della Terra e filosofia della matematica;
- Agosto 2007: brevi introduzioni all’astronomia con attività presso l’osservatorio di S. Marcello Pistoiese e a Populonia, presso la necropoli etrusca con il supporto del Gruppo Astrofili Piombino;
- Dal 24/9 al 29/10/2007: corso avanzato di astronomia tenuto dal Dott. Walter Ferreri, dell’osservatorio astronomico di Pino Torinese.

ATTUALE PROFESSIONE
Assistenza didattica, formazione e consulenza su tematiche del lavoro, contabili, fiscali e matematico – statistiche per scuole, aziende e liberi professionisti.

Redazione di libri tecnici e simulazioni excel destinati a corsi base.

Attività di divulgazione scientifica.

ABILITA’
Docenza
Divulgazione della Scienza
Supporto didattico a distanza
Tutoraggio
Realizzazione corsi “chiavi in mano”
Progettazione e redazione testi tecnici
Realizzazione di simulazioni in formato Excel

CONOSCENZE INFORMATICHE
Sistemi Operativi:
- Windows XP
Applicativi:
- Software statistici SPSS, SAS, STATA, R.
- Excel 2003
- Word 2003
- Access 2003
- Internet Explorer
- Applicativi ad hoc per gestione della contabilità generale (GMI, Passepartout della Te.Sis Srl, software contabile – gestionale della Zucchetti)
- Gestione dei ticket restaurant (Softick della Extra.it Multimedia & Internet Consulting – Design – Engineering);
- Rilevazione delle spese sostenute sulle attività formative (Sem 2000 2 vers. 2.5 del C.S.I. Piemonte);
- Rendicontazione dei corsi (Rendiconti vers. 1.0 del C.S.I. Piemonte);
- Applicativi ad hoc per la gestione del budget (Cogito e Artemis Global View) e della consuntivazione (Track View).

CONOSCENZE LINGUISTICHE
Francese (buono), Inglese (buono).

ATTIVITA’ DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA
- Osservazione del cielo: modulo unico realizzato a maggio e a settembre 2007 per ragazzi di 4^ e 5^ elementare, organizzato in collaborazione con l’Associazione E.C.O. di Torino;
- Divulgare le stelle: articolo pubblicato su PeròTorino di gennaio 2008;
- Corso base di Astronomia: destinato agli adulti, composto da sette moduli più una serata di osservazione del cielo ad occhio nudo e con telescopio presso l’Osservatorio Astronomico di Alpette, realizzato fra febbraio ed aprile 2008 in collaborazione con Area Libri di Rivoli (Torino).
- Paghe e contabilità – Scienze naturali ed economiche (http://blog.libero.it/paghecontributi): blog creato il 19/6/2007 insieme a Sara Appella, per la diffusione di informazioni sui temi della contabilità e del calcolo della busta paga. Dal 1^ settembre 2008 il blog ospita articoli settimanali di divulgazione scientifica redatti dal sottoscritto (in parte tali articoli si trovano anche su www.eanweb.net e su www.gravita-zero.org).

SIMULAZIONI PUBBLICATE
- Simulazione Excel per il calcolo della busta paga con dati precaricati relativi a cinque diversi CCNL per il Gruppo editoriale Simone Esselibri Spa, 2005 (aggiornato nel 2006, nel 2007 e nel 2008);
- Simulazione Excel per l’elaborazione della procedura di budget, dal budget delle vendite al budget economico e patrimoniale con analisi degli scostamenti, sia di costo che di ricavo. Realizzata per il Gruppo editoriale Simone Esselibri Spa nel 2007;
- Simulazione excel per l’elaborazione del bilancio d’esercizio a partire dalla situazione contabile. Realizzata per il Gruppo editoriale Simone Esselibri Spa, nel 2007 e aggiornata nel 2008.

TESI REALIZZATE
- “Gli investimenti nel capitale di rischio delle aziende: casi particolari di acquisizioni” – 1991 – Diploma universitario in Amministrazione Aziendale;
- “Mobbing – Analisi di un fenomeno sociale” – 2001 – Laurea in Economia;
- “Il risk management: la copertura dal rischio finanziario tramite le opzioni” - 2007 – Laurea in Scienze Statistiche.

LIBRI PUBBLICATI

- “Paghe e contributi – 4^ edizione 2008” - Finanze & Lavoro, Gruppo editoriale Esselibri-Simone, 2008;
- “Casi svolti di Paghe e Contributi” – 3^ edizione 2008” - Finanze & Lavoro, Gruppo editoriale Esselibri-Simone, 2008
- “Corso base di contabilità e bilancio – Aggiornato alla Finanziaria 2009 – 4^ edizione 2009” -Finanze & Lavoro, Gruppo editoriale Esselibri-Simone, 2009;
- “Corso base controllo di gestione” - Finanze & Lavoro, Gruppo editoriale Esselibri-Simone, 1^ ediz. 2007;
- “T.F.R. 2007 – Cosa cambia e cosa fare” - Finanze & Lavoro, Gruppo editoriale Esselibri-Simone, 1^ ediz. 2007;
- “Casi svolti di contabilità e bilancio – 1^ edizione 2007” - Finanze & Lavoro, Gruppo editoriale Esselibri-Simone, 2007;

PASSIONI
- Divulgazione scientifica;
- Astronomia;
- Fisica;
- Storia della Scienza (e l’approccio storico - scientifico applicato all’insegnamento).

Autorizzo al trattamento dei dati personali in base alla legge 196/2003 e successive modifiche.
Il dott. Walter Caputo è anche su http://www.gravita-zero.org/