mercoledì 23 dicembre 2009

"Le Stelle", Gennaio 2010 - Num.080 (in edicola dal 31 Dicembre)


"Le nuvole nel Sistema Solare" di Rosa Maria Mistretta

Sulla Terra le nubi sono il risultato di interazioni complesse fra acqua e atmosfera, con molteplici meccanismi della fisica che combinano gli effetti della dinamica dei flidi e della termodinamica. Anche su altri pianeti e su Titano sono state osservate formazioni nuvolose, composte da sostanze chimiche differenti dall’acqua. Scopriamo quali

LA TERRA, CASA NOSTRA
Nel 1802 Jean-Baptiste Lamarck, celebre naturalista francese, tentò per la prima volta una classifi cazione delle nuvole, distinguendo cinque forme principali: a vela, a branchi, a pecorelle, spazzate e raggruppate. Successivamente l’inglese Luke Howard propose una classifi - cazione che attribuiva alle nuvole nomi latini. Nel 1887 il meteorologo Ralph Abercromby compì il giro del mondo per assicurarsi che le nuvole avessero le stesse forme ovunque.
Il sistema di Howard venne defi nitivamente confermato dopo la Conferenza Internazionale di Monaco nel 1891. La classificazione più completa delle nubi è attualmente quella proposta dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale, che le divide in dieci generi e numerose specie e varietà (http://www.wmo.int/pages/index_en.html).

Indipendentemente dai nomi loro attribuiti, le nubi terrestri sono masse d’aria satura di vapore acqueo, che si formano in seguito al raffreddamento dell’aria per condensazione, processo che ha inizio quando l’umidità relativa è maggiore del 100%, cioè quando l’aria è soprassatura. In queste condizioni il vapore acqueo si condensa in goccioline di raggio molto piccolo, generalmente intorno a particelle microscopiche solide, dette nuclei di condensazione.

Per approfondire:


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venerdì 18 dicembre 2009

CONCORSO: Il sentiero delle fiabe - III edizione


"Il Sentiero delle fiabe" è l'iniziativa di educazione al risparmio rivolta agli alunni delle scuole elementari, promossa da Banca Carige e Cassa di Risparmio di Savona, con il patrocinio di Fondazione Carige - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia.

Il progetto, che è alla sua terza edizione, nel 2010 vede coinvolti oltre 48.000 alunni delle scuole primarie della Liguria e delle province di Alessandria, Asti, Cuneo, Torino, Como, Milano, Pavia, Padova, Venezia e Verona.

Tutti i bambini delle classi partecipanti riceveranno il libro e il dvd con la storia animata "La Formica Rige e il viaggio nel tempo", per imparare in modo divertente la storia dell'economia ed i principi del risparmio.

Libro e cartoon saranno di spunto ad ogni classe per partecipare al concorso letterario, sviluppando un elaborato che prosegua la storia proposta.

Visto l'apprezzamento riscosso dall'iniziativa, il termine di consegna dei testi è stato prorogato di un mese e la scadenza è stata fissata per il 12 marzo 2010.


martedì 15 dicembre 2009

PREMIO LETTERARIO A ROSA MARIA MISTRETTA


CENTRO CULTURALE
FIRENZE-EUROPA "MARIO CONTI"
Segreteria Generale: Via L. Settembrini. 19 - 50133 Firenze

http://www.centrofirenzeuropa.it/

Firenze 6 Dicembre 2009
XXVII PREMIO FIRENZE
SEZIONE D- NARRATIVA EDITA
FINALISTA
ROSA MARIA MISTRETTA

per il volume
"INNAMORATA DEL MIO ANGELO"
(Casa Editrice Kimerik - Patti 2009)

con la seguente motivazione:


Un romanzo intenso, dal pregevole stile letterario ed un alto contenuto di creatività e poesia, con una storia originale, ma genuina, incentrata sull'incontro della protagonista con il suo angelo, espressione della sensibilità ai veri valori della vita.

Un incontro del tutto particolare che consente all'autrice di raccontare pensieri, sentimenti, sogni, desideri che rivelano un'anima ed un cuore che chiedono semplicemente di amare.

La Giuria del Premio Firenze


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domenica 13 dicembre 2009

LA STELLA DEI MAGI (parte prima) di Gianni Rossi


Prima di iniziare ad analizzare quale fenomeno celeste guidò i Magi fino a Betlemme, è opportuno dare qualche informazione sulla datazione oggi in uso (calendario gregoriano) che non era quella usata prima del 1582 data appunto della sua introduzione.


Questo ci servirà a capire come si è giunti a determinare la data di nascita di Gesù che oggi noi fissiamo il 25 Dicembre del 01 avanti Cristo mentre come vedremo la probabile data dell’evento è da collocarsi in ottobre del 7 a.C. Nell’impero romano le date venivano calcolate dalla fondazione di Roma avvenuta nel 753 a.C. Poi gli anni si calcolarono dalla morte dell’imperatore Diocleziano ma siccome fu un grande persecutore dei cristiani, nel 525 il monaco Dionigi il Piccolo propose di calcolare gli anni a partire dalla nascita di Cristo data ovviamente fondamentale per la religione cristiana.


Nel compiere i calcoli però fece un errore e collocò la data della nascita di Cristo circa sette anni dopo l’effettiva venuta. Quindi secondo Dionigi la data dell’evento fu il 25 Dicembre del 753 a.u.c. (ab urbe condita cioè dalla data delle fondazione di Roma). Dionigi non conosceva l’uso dello zero che in Europa fu introdotto molti secoli dopo e quindi dall’01 a.C. si passò dopo una settimana al 01 d.C. L’adozione invece del giorno 25 Dicembre risale al 336 e fu scelto soltanto per rendere cristiana la festa pagana del solstizio d’inverno.


Il calendario giuliano però accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni rispetto al trascorrere delle stagioni e questo fu un problema quando nel 1582 si decise di adottare il calendario gregoriano tutt’oggi in uso. L’attuale calendario prende il nome da Papa Gregorio XIII ed è una modifica del precedente.


Dal 325, anno in cui il concilio di Nicea stabilì le regole per il calcolo della Pasqua, al 1582 si era accumulata una differenza di circa 10 giorni. Questo significava che la primavera in base alle osservazioni astronomiche non risultava più iniziare il 21 Marzo ma l’11 Marzo. Così la Pasqua che avrebbe dovuto essere la prima domenica dopo il plenilunio di primavera, ritardava regolarmente di una o due settimane. Per recuperare i dieci giorni perduti si stabilì che il giorno successivo al 04 Ottobre 1582 fosse il 15 Ottobre anziché il 05. Anche i paesi che adottarono il calendario gregoriano successivamente dovettero fare un salto di 10 giorni per riallinearsi.


Le chiese ortodosse russa, serba e di Gerusalemme continuano a tutt’oggi a seguire il calendario giuliano ecco perché c’è l’attuale differenza di 13 giorni (dal 1582 ad oggi ne ha accumulati altri tre di ritardo) tra le festività religiose fisse ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane (il Natale ortodosso si celebra infatti il 07 Gennaio).
Fatte queste prime considerazioni passiamo a stabilire la probabile e corretta data di nascita del Messia.
Sappiamo che Gesù nacque al tempo di re Erode e che Erode morì alcuni giorni dopo un’eclisse di Luna e poco prima della Pasqua. L’unica menzionata è quella avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 Marzo del 4 a.C. La Pasqua fu l’11 Aprile e quindi la morte di Erode avvenne tra il 13 marzo e l’11 Aprile del 4 a.C.


Cristo nacque prima di questa data poiché, sempre secondo Matteo, quando Erode morì egli era in Egitto con i genitori (Matte II, 19) per salvarsi dalla strage degli innocenti ordinata dal re.
Il criterio secondo il quale fu eseguita la strage ci dice inoltre che a quel tempo Cristo non doveva avere più di due o tre anni.
Il Vangelo di Luca fornisce un’altra informazione sulla data di nascita dicendo che: “ In quel tempo fu emanato un editto da Cesare Augusto per il censimento di tutto l’impero. Questo primo censimento ebbe luogo quando Quirino era governatore della Siria. (Luca II, 1-2) ”. Quirino non divenne governatore della Siria fino al 6 d.C. quindi Luca avrebbe commesso un errore. È possibile che l’errore sia solo di traduzione dal testo greco e la frase originale dovrebbe essere così: “ Questo fu il censimento precedente a quello fatto quando Quirino era governatore della Siria” e cioè quello ordinato da Cesare Augusto nell’8 a.C. Considerando che le comunicazioni all’epoca dovevano essere piuttosto lente è possibile che in Israele il censimento sia stato effettuato nell’anno successivo e cioè nel 7 a.C.


Per quanto riguarda il giorno della nascita facciamo sempre riferimento a Luca che ci da un indizio importante: “ Vi erano in quella regione dei pastori che pernottavano in mezzo ai campi per far la guardia al proprio gregge”. In dicembre e Gennaio in Palestina fa molto freddo e le greggi sono portate all’aperto solo da Marzo a Novembre quindi si può escludere che la nascita di Gesù sia avvenuta in pieno inverno anche se è difficile essere più precisi. Ricordiamo che la data attuale del 25 Dicembre è stata adottata dal 336.

Dopo queste altre considerazioni dobbiamo cercare un evento astronomico che si verificò tra l’8 a.C. e il 4 a.C. che guidò i magi provenienti dalla Persia fino a Betlemme luogo di nascita del Messia.


Fu veramente una cometa come dice la tradizione?
La stella fu un fenomeno certamente piuttosto lungo per accompagnare i magi nel loro viaggio ed è improbabile che sia stata una cometa od una nova altrimenti anche a Gerusalemme sarebbe stata vista.
I principali riferimenti alla stella di Betlemme si trovano nel Vangelo di Matteo mentre gli altri tre non ne fanno menzione.

(continua)

sabato 12 dicembre 2009

Gianni Rossi è membro del C.I.S.E. (Centro Italiano Studi Egittologici).
Da circa dieci anni tiene conferenze di egittologia, curando un ciclo di incontri a Bagno di Romagna.
Il ciclo di conferenze del 2009 è visibile al link

LA STELLA DEI MAGI (parte seconda) : FU VERAMENTE UNA COMETA? di Gianni Rossi


Matteo II 1-2 : Nato Gesù in Betlem di Giuda al tempo di re Erode, ecco, dei magi arrivarono dall’oriente a Gerusalemme e domandarono: dov’è nato il re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti ad adorarlo. Da notare che il termine in oriente è un errore di traduzione poiché nel testo greco si legge invece “alle prime luci dell’alba”.

Il Vangelo continua……: “allora Erode chiamati in segreto i magi volle da loro sapere minutamente da quanto tempo la stella era loro apparsa poi disse: andate e fate diligenti ricerche del fanciullo e quando l’avrete trovato fatemelo sapere affinché io pure vada ad adorarlo. Essi udito il re partirono ed ecco la stella che avevano veduto in oriente li precedeva finché, giunta sopra il luogo ove era nato il fanciullo, si fermò. Vedendo essi la stella furono ripieni di una grande gioia ed entrati nella casa videro il bambino con Maria sua madre e prostratisi lo adorarono; aperti poi i loro tesori, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. (Matteo II 7-11)”

Una cometa o un evento astronomico rilevante, sarebbero stati notati anche dagli astrologi di Erode che non avrebbe avuto bisogno di interpellare i magi per chiedere spiegazioni.
Un altro riferimento alla stella non si trova nella Bibbia ma nel proto-Vangelo di Giacomo omesso quando la Bibbia fu compilata: “ ed Egli (Erode) interrogò i magi e disse loro: che segno avete visto che riguarda la nascita del nuovo re? E i magi dissero: noi abbiamo visto come una stella indescrivibilmente grande abbia brillato in mezzo a queste stelle…………”.

Questo passo accenna alla luminosità della stella ma se essa era tale come mai nessuno a Gerusalemme l’aveva vista?
I magi erano probabilmente sacerdoti dello Zoroastrismo e non re come si dice oggi. Si occupavano anche di magia, astrologia ed interpretazione dei sogni. Si ritiene che il loro luogo di provenienza fosse la zona che va dalla Caldea all’Assiria ed essi infatti furono anticamente rappresentati in abiti persiani. In quelle regioni tali scienze erano praticate già da secoli per questo erano ottimi conoscitori dei fenomeni celesti e sapevano prevederli ed interpretarli.

Una cometa doveva essere ben visibile a tutti ma comunque andiamo a verificare se in quel tempo ci furono passaggi di comete e soprattutto come mai nella nostra tradizione si parla sempre di stella cometa?
La prima rappresentazione che raffigura una cometa è un dipinto di Giotto conservato a Padova nella Cappella degli Scrovegni. Quella raffigurata “nell’adorazione dei magi (dipinto tra il 1303- 1304) è la cometa di Halley che Giotto vide passare nel 1301. Sappiamo che la cometa di Halley ha una periodicità di 76 anni e che quindi passò nei cieli di Gerusalemme nel 12 a.C. che come abbiamo visto è una data troppo precedente alla nascita di Gesù e inoltre sarebbe stata notata da tutti ( è rimasta visibile dal 25 agosto vicina ai Gemelli fino al 01 Novembre nello Scorpione).

Un’altra cometa fu visibile da marzo a maggio del 5 a.C. ma valgono le considerazioni precedenti. Quindi alla luce dei fatti non fu una cometa.
Cosa allora? Analizziamo in dettaglio tutte le possibili fenomenologie astronomiche.
-Fu una meteora o” stella cadente” o meglio un cosiddetto “bolide?” Il fenomeno delle stelle cadenti era conosciuto anche nell’antichità ma forse non se ne aveva una chiara spiegazione scientifica…Le stelle cadenti sono comunque un fenomeno molto rapido e non coincidono con la descrizione della nostra stella che invece accompagnò i magi durante il loro viaggio.
-Fu un’aurora?
Le aurore polari sono dovute a determinate particelle emesse dal Sole che interagiscono con il campo magnetico terrestre a qualche decina di Km dal suolo. Il fenomeno è persistente e può verificarsi più volte ma avviene solo nelle regioni polari e comunque non a basse latitudini come quella della Palestina. Se anche se ne fosse verificata qualcuna sarebbe sorta a Nord e non ad oriente come dicono le scritture.

-Fu una nova o una supernova?
Con il termine novae si indicavano in antichità una stella apparsa improvvisamente in un punto del cielo dove prima non c’era niente o solamente una stella poco luminosa. Era apparsa appunto all’improvviso una “nuova stella”. Diverso è il fenomeno della supernova. Comunque l’aspetto visivo in cielo è molto simile.
Le cronache cinesi delle “ventiquattro storie” ci parlano di una supernova apparsa nel 5 a.C. (come ci parlano di quella più famosa del 1054). Si hanno notizie anche di una nova apparsa nella costellazione dell’Aquila nell’Aprile del 4 a.C. Tuttavia le nove e le supernove si muovono nel cielo insieme a tutte le altre stelle quindi non cambiano di posizione rispetto ad esse. Le scritture invece ci dicono chiaramente che la stella li precedeva finchè giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il Bambino.
Inoltre sia il 5 a.C. che il 4 a.C. sono troppo avanti per le ragioni prima esposte (morte di Erode 4 a.C.).

-Fu il pianeta Venere?
In molti hanno ritenuto che la stella possa essere stato Venere ma appare molto improbabile che i magi si sarebbero mossi dopo la sua visione poiché conoscevano bene il pianeta e non vi era quindi nulla di strano nel suo splendore. A questo punto abbiamo eliminato molti possibili candidati. Ne rimane solamente uno da esaminare:

-Fu una congiunzione planetaria?
Fu il grande astronomo Keplero (1571 – 1630) che nel 1603 osservò la congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dell’Ofiuco e calcolò che la stessa congiunzione si era verificata per ben tre volte nel’anno 7 a.C.
Esaminando le congiunzioni planetarie nel periodo che va dall’8 a.C. al 6 a.C. appare subito chiaro che la tripla congiunzione di Giove e Saturno del 7 a.C. sia la più probabile candidata.

Proviamo ad analizzare i dettagli. La prima congiunzione avvenne il 29 Maggio del 7 a.C. ed era visibile ad Est; la seconda congiunzione avvenne il 03 Ottobre ed era visibile ad Ovest così come quella del 04 Dicembre. Solo degli esperti astrologi come lo erano i magi erano in grado di leggerne il significato. Il fenomeno fu notato sicuramente dagli astronomi di Gerusalemme ma non erano in grado di capirne il messaggio. Per i magi invece il significato era chiaro. Giove rappresentava la divinità (era associato al dio babilonese Marduk). Saturno era associato al dio Kewan che era il sovrano degli israeliti e la costellazione dei Pesci dove avvennero le congiunzioni rappresentava per gli astronomi babilonesi il territorio di Israele.

Quindi il messaggio era molto chiaro per i magi : UN NUOVO RE STA NASCENDO IN ISRAELE.

Proviamo ora a riassumere gli eventi: gli astrologi babilonesi avevano previsto la tripla congiunzione e quando essa si verificò furono indotti ad intraprendere il viaggio verso la terra di Israele per rendere omaggio al nuovo re. Partendo dalla Media o dall’Assiria in entrambi i casi il viaggio sarebbe stato di circa 900 Km. Sappiamo che un cammello carico percorre circa 130 Km il giorno. Se avessero iniziato i preparativi dopo la prima congiunzione del 29 Maggio, sarebbero giunti tranquillamente a Gerusalemme per assistere alla seconda congiunzione del 03 Ottobre. In questa data i pianeti sarebbero stati molto vicini allo zenit e quindi verso Sud-Ovest nella direzione di Betlemme ad indicare ai Magi la giusta via.

In tal caso Gesù sarebbe nato nei primi giorni di ottobre periodo in cui i pastori sono ancora all’aperto assieme alle loro greggi.
In ogni caso nulla vieta che siano prese in considerazione altre possibilità tra le quali quelle di un intervento Divino nel qual caso ogni tentativo di spiegazione da parte di storici ed astronomi sarebbe completamente inutile.

domenica 6 dicembre 2009

LA COMETA DI NATALE di Rosa Maria Mistretta


CHE COS'E' UNA COMETA?

Una cometa è corpo celeste del Sistema Solare formato di ghiaccio, di roccia e polveri interplanetarie di varia natura: carbonio, silicati, metalli. L'astronomo Fred Whipple la definì "palla di neve sporca".
Dati provenienti dallo studio della cometa Hale-Bopp indicano che la quantità di "sporcizia" della palla di neve sia molto più alta di quanto si credesse. La definizione "palla di neve sporca" potrebbe allora essere modificata in "palla di fango congelato".

Quando la cometa si trova a più di 5 UA dal Sole ha un aspetto molto diverso da quello usuale, essendo composta solo dal nucleo. Il nucleo in avvicinamento al Sole è esposto a forti radiazioni solari, che causano l’immediata evaporazione dei materiali volatili dalla sua superficie. I gas espulsi vanno a formare un alone attorno al nucleo, la chioma.

L’evaporazione della superficie del nucleo avviene in modo violento ed irregolare: i getti di materia possono innalzarsi anche per 10.000 km (mille volte più grandi del nucleo stesso) .

Le chiome hanno diametri compresi fra qualche decina e qualche centinaio di migliaio di chilometri. La loro composizione chimica è assai simile a quella del nucleo. Oltre ai gas sono presenti anche granuli di pulviscolo, composti da magnesio, silicio e ferro, variamente combinati con idrogeno, carbonio, azoto e ossigeno.

Quando la cometa si avvicina ancora al Sole (entro 1,5 UA), l’attività del nucleo aumenta e parte della chioma viene soffiata via dal cosiddetto vento solare, un flusso continuo di particelle molto veloci (500 km/sec) provenienti dal Sole. In questo modo si forma la coda della cometa, che risulta sempre opposta al Sole.

Le code possono raggiungere lunghezze impressionanti: ne sono state osservate alcune lunghe centinaia di milioni di chilometri. In scala, se il nucleo avesse un centimetro di diametro, la chioma sarebbe un alone di alcune decine di metri, e la coda avrebbe una lunghezza di quasi cento chilometri.

Esistono vari tipi di code in una stessa cometa. Le code più lunghe sono quelle composte dai materiali più leggeri, che avendo pochissima inerzia vengono spinte molto lontano dal vento solare e la loro forma è quasi rettilinea. Le code formate dai granuli di pulviscolo, più pesanti hanno forme arcuate.


Cortesia Osservatorio Astronomico di Alpette (TO)


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