mercoledì 24 marzo 2010

GEOFISICA: IL MAGNETISMO FOSSILE di Rosa Maria Mistretta




Il magnetismo fossile o paleomagnetismo analizza il magnetismo delle rocce per risalire alle direzione fossile del campo magnetico terrestre (CMT) e le sue inversioni, attraverso la misura della magnetizzazione acquisita dalle rocce al momento della loro formazione.

Fin dalla fine del XVIII secolo era nota l’esistenza di rocce aventi un’intensa magnetizzazione propria, considerata l’effetto di fulmini caduti sugli affioramenti geologici.

Gli studi seguenti su lave molto recenti hanno condotto alla conclusione che una roccia ignea acquisisce durante la sua formazione una magnetizzazione parallela al campo magnetico terrestre locale.

Già nella seconda metà del XIX secolo il fisico italiano Macedonio Melloni (1798-1854) aveva osservato che gran parte delle lave dei vulcani attivi italiani presentava una magnetizzazione con direzione parallela a quella del campo magnetico terrestre attuale e che tale magnetizzazione sembrava avere un carattere definivo.

Sebbene le prime applicazioni paleomagnetiche delle misure della magnetizzazione delle rocce fossero effettuate già alla fine del XIX secolo e nei primi decenni del XX (ad esempio il francese R. Chevallier nel 1925 era riuscito a ricostruire la variazione secolare del campo magnetico terrestre negli ultimi 2000 anni utilizzando la magnetizzazione delle lave dell'Etna), esse avevano scarsa credibilità perché si riteneva che la magnetizzazione non potesse essere conservata dalle rocce per intervalli di tempo molto lunghi.

Solo dopo il 1950, quando il fisico francese Louis Néel (1904-2000) elaborò la teoria della magnetizzazione con la quale dimostrò che alcuni tipi di magnetizzazione posseduta dalle rocce potevano restare invariati anche durante tutta la storia geologica della Terra.

Una variazione di campo magnetico, così come di campo gravitazionale terrestre, può essere percepito soltanto indirettamente attraverso la forza esercitata sulla materia circostante.

Informazioni riguardo al magnetismo fossile si ottengono dallo studio di molte rocce ignee (lave basaltiche) e sedimentarie (arenarie rosse), contenenti minerali magnetici che registrano fedelmente la direzione del campo magnetico presente al momento della loro formazione.

Quando la temperatura di un magma scende al di sotto di un valore, detto punto di Curie (diverso a seconda del minerale), i minerali magnetizzabili (per esempio, la magnetite) cristallizzano, magnetizzandosi secondo la direzione del campo magnetico esistente in quel momento. Ciò può avvenire sia quando un magma solidifica in profondità, dando origine a una roccia intrusiva, sia quando una lava effusa si raffredda sulla superficie terrestre.

Nel caso di rocce sedimentarie clastiche, quando avviene la deposizione del materiale detritico sul fondo di un bacino sedimentario (per esempio, un lago), le particelle di minerali magnetizzabili presenti si orientano secondo la direzione del campo magnetico presente in quel momento sulla Terra.

Le rocce vulcaniche sono ottimali per le misurazioni, perché si raffreddano più rapidamente rispetto alle variazioni del campo geomagnetico e indicano una misura istantanea del CMT .
Nelle rocce sedimentarie, invece, la registrazione del paloeocampo magnetico è funzione del processo e dell’ambiente deposizionale nel quale si sedimentano i granuli magnetizzabili.

La raccolta dei campioni sedimentari per l’analisi paleomagnetica deve essere molto accurata: essenziale è, infatti, raccogliere campioni orientati, sui quali si può identificare un polo nord magnetico attuale e le eventuali inclinazioni di origine tettonica, per permettere in una fase successiva le dovute correzioni.


Il processo mediante il quale il sedimento acquista memoria magnetica del campo magnetico terrestre esistente al momento della sua formazione, deve tenere conto che:
1. durante la deposizione, i granuli magnetici tendono a depositarsi nella direzione del CM
2. i granuli magnetici in seguito possono ancora variare il loro orientamento per movimenti di assestamento
3. quando il fondo si compatta, i granuli magnetici si saldano sul posto, rigidamente orientati nella direzione del CM

Le rocce contengono percentuali di minerali dotati di proprietà magnetiche, che al variare del valore della suscettività magnetica, in base alla temperatura e all’intensità di campo, inducono alla classificazione in:

Paramagnetiche con suscettività magnetica positiva
Diamagnetiche con suscettività megnetica negativa
Ferromagnetiche con suscettività magnetica positiva maggiore rispetto alle altre sostanze.

I più importanti sono gli ossidi (composti binari metallo-ossigeno) della serie ferro-titanio, la cui composizione può essere espressa attraverso un diagramma ternario TiO2-FeO-Fe2O3 come quello proposto in figura a lato.
In questi materiali, i momenti magnetici di atomi che si trovano adiacenti nel reticolo cristallino interagiscono fortemente tra di loro grazie ad una potente energia intramolecolare, all’interno di determinate regioni della materia.
Il Diagramma ternario FeO-TiO2-Fe2O3 indica le principali soluzioni solide. (Da McElhinny M.W., McFadden P.L. (2002), 39 )



Lo studio delle paleodirezioni del campo geomagnetico registrato nei campioni di roccia di età diversa e in diverse zone della Terra (Magnetostratigrafia) ha reso possibile la compilazione di una "scala delle polarità geomagnetiche" dove sono riportate le inversioni del campo magnetico terrestre nel passato.

Le inversioni di polarità del campo magnetico del pianeta, documentate dallo stato di magnetizzazione assunto dalle rocce ignee (basalti) dei fondali oceanici (bande a magnetizzazione normale/inversa speculari rispetto le dorsali oceaniche), ha fornito in questo modo una delle prime prove a sostegno della teoria dell’espansione dei fondali oceanici e della tettonica a placche.

Il paleomagnetismo è un supporto fondamentale a sostegno della teoria della tettonica a placche nel corso delle ere geologiche durante gli eventi orogenici e inoltre è assai utile per datare le rocce ignee e sedimentarie, grazie alle inversioni del campo magnetico in esse registrate, studiando la direzione di magnetizzazione dei minerali magnetici, che permette di risalire all’intensità e alla direzione del campo magnetico terrestre presente al momento della formazione della roccia stessa.

Il Paleomagnetismo è una disciplina geofisica di grande interesse per la storia della Terra, ma non solo: si è rivelata utile anche per la cosmologia planetaria del Sistema Solare…(continua)

sabato 20 marzo 2010

IL CARNEVALE DELLA FISICA


La Scuola del Sapere parteciperà al CARNEVALE DELLA FISICA!
Di che si tratta?
Leggete su:

http://scientificando.splinder.com/post/22346393/Carnevale+Della+Fisica++5:+Pri

La quinta edizione sarà ospitata il 30 marzo su Scientificando e si sta diffondendo progressivamente nella blogosfera internazionale.



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mercoledì 17 marzo 2010

CHI E' SHEILA?


SHEILA HA UNA VITA FANTASTICA.
SEGUI LA SUA STORIA!......
(prossimamente...)

mercoledì 10 marzo 2010

SUPERFICIE DI CLEBSCH


Si tratta di una sperimentazione molto interessante:

La superficie cubica "Diagonale di Clebsch" - ideazione e realizzazione di Carla Amoretti & Renato Pavesio
e di un ipertesto da consultare
Curve di rotolamento e superfici di rivoluzione - ideazione e realizzazione di Carla Amoretti & Renato Pavesio
che si possono reperire su
http://www2.dm.unito.it/paginepersonali/ferrarese/





domenica 7 marzo 2010

SIMONE CASATI: FOSSILI E ALTRO....



Simone Casati si occupa della valorizzazione del patrimonio Storico Naturalistico Toscano.

E' Presidente del Gruppo AVIS Mineralogia Paleontologia Scandicci (Scienze della Terra) G.A.M.P.S
Piazza Vittorio Veneto 1 50010
Badia a Settimo Scandicci - Firenze
http://www.gamps.it/



E' ricercatore di fossili sul territorio della Toscana autorizzato dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana, in particolare di squali e mammiferi marini del Pliocene della Toscana.

Dove trovo Simone Casati:

martedì 2 marzo 2010

PALEONTOLOGIA : UN LABORATORIO DIDATTICO

http://

UNA FIABA DI SELENIA PER I PIU' PICCOLI


La Storia Di Cio Cio
Cio Cio è una tartarughina d’acqua, di rara specie. Viveva felice da tre mesi con la sua famiglia. Il 4° mese arrivò nel mare una specie d’animali mai vista prima: avevano i denti aguzzi e la pelle squamosa.
Si diceva che erano coccodrilli, ma nel mare i coccodrilli non potevano stare!
A un tratto questa strana specie arrivò addosso a Cio Cio e la sua mamma disperata gridava: “Sì, sono proprio i coccodrilli!”
Da quel momento Cio Cio fu allontanato dalla sua famiglia a causa dell’arrivo dei coccodrilli.
Cio Cio cercò la sua famiglia per una settimana, ma non la trovò. Senza speranze si rifugiò in una caverna.
A un certo punto arrivò un pesce pagliaccio dall’aria pacifica che gli chiese come mai era lì tutto solo e Cio Cio gli raccontò la sua storia.
Allora il pesce pagliaccio lo portò a casa sua.
Cio Cio pensava: “Com’e strana questa casa, nelle erbe marine color rosa!”
In quella casa fu accolto come un figlio e presto andò a scuola con il pesce pagliaccio di nome Chico. Crescendo, Cio Cio, capì che doveva trovare la sua famiglia.
Un giorno, o meglio, una notte, Cio Cio scrisse un bel bigliettino di ringraziamento alla gentile famiglia di Chico. Fatto questo, prese alcune provviste e si mise in marcia.
Per giorni e giorni nuotò senza vedere tartarughe. Stanco e affamato, si fermò in un ristorante a pochi metri.
Sazio e riposato, si mise in marcia verso gli abissi, sperando di ritrovare la sua mamma e i suoi fratelli. Purtroppo, negli abissi, non trovò nessuno. Si arrese e si ritirò tra due rocce.
Proprio in quel momento apparve qualcosa di enorme sulla superficie del mare: era una barca.
Cio Cio era talmente curioso di sapere che cos’era, che si avvicinò temerario.
Un’enorme rete lo catturò e lo trasportò sulla nave.
Per fortuna i marinai erano persone buone e gentili e non avevano nessuna intenzione di fargli del male. I membri dell’equipaggio misero tutti gli animaletti catturati in un grande acquario. Navigarono per mesi, finchè arrivò a Genova.
Nella barca c’erano altre tartarughe, squali, pesce-cani, calamari grandi e piccoli, granchi, stelle marine e persino dei pinguini.
Naturalmente non erano tutti nello stesso acquario!
Cio Cio fece amicizia con i granchi, con le altre tartarughe e con le stelle marine.
Si divertivano molto insieme e i mesi di navigazione passarono molto velocemente.
Arrivati sulla costa genovese, i marinai tirarono giù le vasche dell’acquario e le trasportarono all’Acquario vero e proprio.
C’era tantissima gente che guardava i pesci e i molluschi attraverso i vetri.
Ogni animale fu depositato nella vasca in cui c’erano i suoi simili, quindi Cio Cio fu messo nella vasca delle tartarughe marine.
Ce n’erano tante, di tutte le età.
Fece amicizia con alcune tartarughine. Qualche giorno dopo, Cio Cio, esplorò l’acquario, dove era stato portato. C’erano rocce, coralli, sembrava il mare vero.
Tra due rocce c’era una fessura che portava in una grotta.
Cio Cio era molto curioso e entrò nella grotta.
Non era solo! C’erano altre cinque tartarughe. Era buio, da distante non si vedeva bene, cosi s’inoltrò nella grotta, che non era molto profonda.
Si avvicinò alle tartarughe e notò che erano quattro piccole, della sua età, e una grande.
Osservando ancora meglio le riconobbe: LA SUA MAMMA ED I SUOI FRATELLI!!!!
Finalmente li aveva trovati!!!
Si abbracciarono e si raccontarono tutto quello che gli era accaduto in questi anni.
Erano stati distanti ben due anni: avevano tante cose da raccontare! Anche la mamma e i fratelli erano stati portati lì da una barca, proprio com’era successo a Cio Cio, ma un anno prima.
Ora Cio Cio è in quell’acquario, con la sua famiglia.
Vivono come se fossero nel mare, ma con tanti amici e con tante persone che tutti i giorni vengono ad ammirare questi splendidi esemplari di tartarughe marine.

Selenia


lunedì 1 marzo 2010

A QUALE STUDIO SI DEDICO' FRANK DRAKE?


Frank Drake, astronomo statunitense nato a Chicago nel 1930, studiò una formula che calcola l'incidenza nella Galassia di civiltà tecnologicamente avanzate:

Equazione di Drake :

il numero N di possibili civiltà è

N=R·fs·fp·ne·fl·fi·fc·t
dove R è il tasso di formazione di stelle nella nostra galassia;
fs è il numero di stelle simili al Sole;
fp è il numero di tali stelle che possiedono anche un sistema planetario;
ne è il numero di pianeti situato nella fascia abitabile, dove la temperatura è tale da consentire la presenza di acqua allo stato liquido;
fl è la frazione di pianeti che ha la vita; fi è la frazione di tali pianeti che ha una civiltà intelligente;
fc è la frazione dei pianeti dove la vita intelligente riesce a maturare la tecnologia sufficiente per le comunicazioni interstellari;
t, infine, è la durata temporale della civiltà tecnologica, condizione necessaria per la sincronicità delle civiltà comunicanti.

Per info:
http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake

Tutto su Frank Drake:
http://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Drake