domenica 31 ottobre 2010

AMEDEO AVOGADRO, CHIMICO TORINESE

La carriera scientifica di Avogadro è intimamente legata agli studi di Volta sull’elettricità.
Nel 1806/1807 il chimico torinese pubblicò una sua memoria sui corpi definiti coibenti, chiamati poi dielettrici da Faraday. In particolare egli ammise che in questi corpi si generano, alternativamente, degli stati molecolari negativi e positivi che alla fine li rendono complessivamente neutri. Dedusse,inoltre, che tutti i fenomeni elettrici sono riconducibili a fenomeni chimici. Qualche anno dopo s’interessò del concetto di acidità e basicità delle sostanze e descrisse gli idracidi, acidi senza ossigeno. Compilò una prima tabella dei potenziali elettrochimici degli elementi, distribuendo quelli allora conosciuti in una successione ai cui estremi stavano rispettivamente gli elementi più elettronegativi e quelli più elettropositivi.

Quando nel 1808 Gay Lussac ( 1778-1850) enunciò le leggi di combinazione degli elementi allo stato gassoso, (da ricordare che Proust ( 1754-1826) aveva pubblicato la legge delle proporzioni definite nel 1801), Avogadro mise in relazione queste con l’ipotesi atomica di John Dalton (1766-1844) apparsa nel New System of Chemical Philosophy (1808).

Il risultato delle sue riflessioni fu una memoria pubblicata nel 1811, titolata in francese: Essai d’une manière de déterminer les masses relatives des molécules élementaires des corps et les proportions selon lesquelles elles entrent dans ces combinaison (Saggio sul modo di determinare le masse relative delle molecole elementari dei corpi e le proporzioni secondo le quali esse entrano in combinazione).

Indubbiamente gli anni compresi tra il 1800 e il 1811 furono straordinariamente fecondi per la chimica e la scienza in genere. I progressi, in quel periodo, si poterono realizzare grazie anche all’opera del Lavoisier (1743-1794), che negli ultimi anni del settecento aveva perfezionato e completato i suoi studi sulla combinazione degli elementi allo stato solido, sulla combustione e la conservazione della massa nelle reazioni chimiche. (Da ricordare la pubblicazione, in Francia, nel 1787 e 1789 dei volumi Méthode de Nomenclature Chimique, di Lavoisier, Morveau, Berthollet, Fourcroy, ed il Traité élémentaire de Chimie dello stesso Lavoisier).

sabato 30 ottobre 2010

DAVVERO ECCELLENTE QUESTO CARNEVALE DELLA FISICA!



Un Carnevale della Fisica all'insegna della varietà di contenuti e di approccio culturale. Si profila essere una valida guida per gli insegnanti e uno stimolo per chi forse ancora non crede che la scienza sia parte essenziale nella quotidianità. Il rigore scientifico anche nella presentazione dei singoli spazi web dà un'impronta che è difficile da dimenticare, che lascia il segno a chiunque ha la fortuna di aprire il link:

http://scientificando.splinder.com/post/23527005?656#cid-63142855

e goderne le sensibilità individuali.

Buona fisica a tutti!

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venerdì 29 ottobre 2010

LABORATORIO INTERATTIVO per scuole secondarie di primo grado: I 5 STATI DELLA MATERIA di Rosa Maria Mistretta



Laboratorio proposto ai ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado: una scoperta dei differenti stati della materia e delle cause delle intrinseche variazioni.



Ragazzi, oggi vedremo insieme di analizzare e di lavorare con i 5 differenti stati della materia: solido, liquido, gas, plasma e condensato di Bose-Einstein.

La materia è tutt’intorno a noi e si trova anche in tutto l’universo. È composta di atomi e molecole ed è rappresentata da ciò che ha una massa. La caratteristica che rende uno stato della materia differente uno dall’altro è lo stato fisico degli atomi e delle molecole.
Passare da un stato fisico ad un altro significa non variare la composizione chimica (cioè di che cosa la materia è fatta) e il numero delle molecole dei componenti. Ad esempio, l’ossigeno allo stato gassoso (O2) ha ancora le stesse proprietà dell’ossigeno allo stato liquido; l’acqua (H2O), composta da due atomi di idrogeno (H) e uno atomi di ossigeno (O), ha la stessa struttura molecolare (cioè il suo stato chimico rimane lo stesso) sia se si trova allo stato gassoso, sia allo stato liquido o solido: cambia solo il suo stato fisico.

Impariamo insieme le caratteristiche fondamentali degli stati fisici della materia al fine di capire le principali differenze:
guardiamo ora questo video che ci spiega la materia nei suoi tre stati (solido, liquido, gassoso) attraverso un importante ciclo del nostro pianeta Terra: il ciclo dell’acqua.

Dividiamoci a gruppi di quattro ragazzi e cerchiamo di schematizzare il ciclo dell’acqua sui fogli di carta da disegno che abbiamo preparato, evidenziando i vari stati della materia nel caso dell'acqua.

Ripassiamo ora le caratteristiche intrinseche dei tre stati guardando il  video:

Sui vostri quaderni individualmente riportate il seguente schema con le caratteristiche riassuntive dei tre stati della materia:
• i SOLIDI: hanno forma, massa e volume definiti e non sono comprimibili;
• i LIQUIDI: hanno massa e volume definiti, assumono la forma del recipiente (hanno fluidità) e sono poco comprimibili;
• i GAS: hanno massa definita, ma non un volume definito, cioè occupano tutto lo spazio a disposizione (se conservati in recipienti chiusi, assumono la forma del recipiente stesso) e sono comprimibili.

SPERIMENTIAMO INSIEME i tre stati studiati:
I tre stati (solido, liquido, gas) rappresentano ognuno uno stato fisico della materia. Elementi e composti possono passare da uno stato a un’altro quando sono sottoposti a variazioni di forze fisiche quali la temperatura, la densità, la pressione: ad esempio, quando la temperatura aumenta, la materia passa ad uno stato più attivo.
Vediamo che cosa significa in pratica:
procuriamoci un fornelletto opportunamente schermato e una pentola piena d’acqua con coperchio. Riempiamo il pentolino d’acqua, copriamolo e poniamolo su una fonte di calore (meglio una piastra elettrica). Non appena l’acqua inizia a bollire (la temperatura di ebollizione dell’acqua è 100°C), scoperchiamo il pentolino e verifichiamo quale fenomeno produce il calore sull’acqua: si tratta di evaporazione, cioè di passaggio da uno stato liquido a uno gassoso. E' aumentata l'energia interna e le molecole sono "fuggite", diventando vapore. E sul coperchio? L'acqua si è condensata. La condensazione avviene quando le molecole di gas si aggregano e formano un liquido. Accade ciò a causa di una perdita di energia: nel gas gli atomi sono molto eccitati e, quando perdono energia, rallentano e iniziano a unirsi (condensazione), formando gocce.
Il Ciclo dell'Acqua
Mettiamo il coperchio poi nel congelatore: ecco che la stessa acqua si è trasformata in solido. L’acqua ha mantenuto le stesse proprietà chimiche, ma ha cambiato forma fisica.

Chi cosa vuol dire che gli atomi del gas sono eccitati?
Per spiegare il concetto ricorriamo alla cinetica, cioè al movimento, delle particelle.
In generale, l’energia cinetica delle particelle aumenta al crescere della temperatura.

In un SOLIDO: le particelle sono disposte in modo ordinato le une vicine alle altre e non hanno energia sufficiente per vincere le forze di attrazione che impediscono alle particelle di spostarsi reciprocamente e consentono a esse solo piccole oscillazioni: in altre parole, l'energia cinetica delle particelle nello stato solido è di modesta entità. 
- In un LIQUIDO: le particelle sono più distanziate e meno ordinate, hanno energia superiore rispetto al solido; sono, quindi, in grado di vincere le forze che le trattengono e di muoversi con maggiore libertà, ma ancora in misura limitata.
- In un GAS: le particelle sono distanti l’un l’altra ed hanno energia certamente superiore: si muovono, quindi, liberamente nello spazio disponibile.

Quali sono le forze che tengono unite le particelle (atomi, ioni o molecole)?
Sono le forze attrattive che nello stato solido sono molto intense. Nello stato liquido le particelle possono muoversi scorrendo liberamente le une sulle altre, ma la loro energia cinetica media è inferiore a quella dei gas e in ogni caso insufficiente a vincere le intense forze attrattive reciproche, che impediscono alla maggior parte delle particelle di allontanarsi dalla massa liquida. Le forze attrattive nei gas invece sono molto deboli e permettono alle particelle di muoversi senza difficoltà.
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Ci sono altri due stati della materia che sono utile tenere in considerazione: il plasma e il condensato di Bose - Einstein.

1. Il PLASMA (o gas ionizzato)
è il quarto stato della materia. È un insieme di particelle elettriche positive e negative. Il plasma costituisce il 99% della materia dell'universo, come conseguenza dell'elevata temperatura esistente nei corpi celesti, che porta alla ionizzazione degli atomi. La formazione di questo stato della materia è possibile solo se il materiale è sottoforma gassosa ed è a temperature comprese tra 3000°C e 20.000°C.
Il plasma si trova all'interno del Sole e nelle altre stelle, nei gas interstellari, nei nuclei delle galassie.
Intorno a noi, si genera il plasma quando si fornisce energia a un gas fino a che questo  diventa  fluorescente: nelle lampade al neon, ad esempio. In natura le aurore (boreali e australi) sono di plasma: sono bande luminose di colore rosso-verde-azzurro e sono rapidamente mutevoli nel tempo e nello spazio.

2. Il CONDENSATO DI BOSE EINSTEIN  previsto in teoria per la prima volta nel 1925 da Albert Einstein, basandosi sul lavoro di un altro scienziato di nome Bose: è uno stato osservato per la prima volta in laboratorio solo nel 1995 (70 anni dopo!).

Il condensato di Bose-Einstein (in sigla BEC) è uno stato della materia che si ottiene quando si porta un insieme di particelle atomiche (i bosoni) a temperature estremamente vicine allo zero assoluto (- 273,15 °C), che è il valore della temperatura più bassa alla quale i corpi possono avvicinarsi. In queste condizioni di grande raffreddamento, la materia ha un’energia molto piccola. Si tratta di un’eccitazione di atomi freddi che causa una condensazione a bassissime temperature: le molecole di gas perdono energia, rallentano e iniziano ad aggregarsi, formano un liquido. In questo caso avviene tutto a bassissima temperatura. Dove si trova questo condensato? Sulla Terra solo nei laboratori specializzati, nello spazio quando la temperatura si avvicina allo zero assoluto!

Prerequisiti consigliati: (link indicati):
- un accenno alla struttura atomica semplificata,
- alla struttura dell'universo e
- al concetto di temperatura: http://www.themeter.net/temp-cal.htm



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giovedì 28 ottobre 2010

IL CAMMINO DEL SOLE di Rosa Maria Mistretta

Le posizioni del Sole nell'arco dell'anno mutano al variare delle differenti latitudini.
Ma quale è il cammino del Sole?
Sull'equatore celeste, che giace sullo stesso piano dell'equatore terrestre, all'Equinozio di Primavera, il Sole descrive un semicerchio che parte dal punto cardinale Est ed arriva al punto cardinale Ovest, passando per lo Zenit. In questo caso il Polo Nord celeste, essendo a 90° dall'equatore celeste, giace sull'orizzonte ed è quasi invisibile l'osservazione della Stella Polare

II Sole si avvicina al Polo Nord celeste fino al Solstizio d'Estate e successivamente ritorna indietro verso lo Zenit fino all'Equinozio d'Autunno per poi proseguire il suo spostamento passando nella parte meridionale del cielo.

Nelle regioni della fascia equatoriale si hanno delle situazioni intermedie fino ad una latitudine di 23° dove passano i Tropici, in cui il comportamento del Sole è particolare in quanto arriva allo Zenit solo il giorno del Solstizio d'Estate.

Fra il Tropico del Cancro e la latitudine di circa 67° il Sole si comporta all'incirca come alle nostre latitudini e si abbassa sempre di più sull'orizzonte, mentre la differenza di durata della notte fra l'inverno e l'estate diviene sempre maggiore.

Al Circolo Polare si arriva ad una situazione limite: agli equinozi il Sole nasce nel punto E e tramonta nel punto W, ma l'altezza massima che raggiunge al suo passaggio al meridiano non supera i 23= (all'incirca l'altezza che ha alle medie latitudini il Solstizio d'Inverno).

Con il passare dei giorni l'altezza non aumenta di molto (raggiunge un valore massimo di 46°), ma cresce decisamente l'arco diurno del Sole, cioè la durata del dì, fino al Solstizio d'Estate, giorno in cui l'arco diurno raggiunge 360° di Azimut (angolo che il piano passante per un astro e contenente la verticale dell'osservatore forma con il piano del meridiano locale), cioè quando il Sole non tramonta mai e si ha il fenomeno del Sole di Mezzanotte.

Altrettanto notevole è il comportamento invernale in quanto l'arco diurno si riduce sempre più fino al Solstizio Invernale in cui il Sole fa appena capolino dall'orizzonte per poi tramontare subito.

Teoricamente si dovrebbe vedere solo metà disco solare, se la rifrazione del mezzo atmosferico non attuasse una deflessione dei raggi solari. In questa situazione il Sole si trova per un certo periodo sempre al di sotto dell'orizzonte mentre per un altro rimane sempre al di sopra dell'orizzonte.

La situazione raggiunge il massimo della particolarità al Polo, in cui il Sole sorge poco prima dell'Equinozio primaverile per rifrazione, durante il quale fa capolini in un punto dell'orizzonte, per poi impiegare più di un giro completo per sorgere del tutto. In seguito continuerà a descrivere una spiralere nel cielo che lo porta a salire sempre di più fino al solstizio d'estate, quando raggiunge l'altezza massima di 23°, dopodichè incomincia a scendere poco dopo il solstizio d'autunno, quando sparirà del tutto per sei mesi invernali.

mercoledì 27 ottobre 2010

ECLISSI di Rosa Maria Mistretta


Eclisse lunare

La Terra, il Sole e la Luna variano la rispettiva posizione nel corso del tempo e a volte sono perfettamente allineati.
In questo caso si parla di eclisse, poiché si verifica l'occultazione od oscuramento di un corpo celeste e può essere totale se si verifica per l'intera superficie dell'astro, parziale se si manifesta soltanto per una parte della sua superficie.

Eclisse solare

Le cause che possono produrre un'eclisse sono da ricercare nella posizione reciproca dei tre corpi allineati nello spazio: se quello che ospita l'osservatore si trova all'estremo dell'allineamento, l'oggetto intermedio occulta quello dell'altro estremo, come accade nelle eclissi di Sole; se invece l'osservatore si trova sull'astro intermedio e uno solo degli altri duebrilla di luce propria, l'ombra prodotta dall'intermedio si proietterà nello spazio sul terzo oggetto, che risulterà pertanto oscurato, come accade nelle eclissi di Luna

Un'eclisse lunare si produce in tempo di plenilunio, quando la Luna, attraversato il cono di penombra, entra nel cono d'ombra della Terra, per riuscirne attraverso il cono di penombra.

La durata complessiva del fenomeno è poco più di 4 ore.L'atmosfera terrestre rifrange i raggi della nostra stella, in modo che almeno in parte essiriescano a raggiungere il nostro satellite e il disco lunare non viene nascosto del tutto.

I raggi che filtrano più agevolmente sono i raggi rossi e di conseguenza la Luna può raggiungere strane colorazioni rossastre, più o meno scure.

Se la Luna entra solo nel cono di penombra, il fenomeno è meno spettacolare di quando invece è la Luna a trovarsi perfettamente allineata tra il Sole e la Terra ed è essa stessa a coprire il disco del Sole provocandone l'eclisse.

Un'eclisse solare avviene in tempo di novilunio, quando il disco lunare occulta il disco solare interamente.
L'orbita lunare è inclinata di 5° sull'eclittica e le eclissi avvengono solo quando la Luna si trova in uno dei due nodi e, poichè i nodi sono punti opposti del cielo, le eclissi avvengono a distanza di sei mesi circa.
I nodi non sono fissi e si muovono sull'eclittica in circa 18 anni.


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martedì 26 ottobre 2010

INTERVISTA A DANIELE GOUTHIER

Rosa Maria Mistretta intervista il Dott. DANIELE GOUTHIER 

Il Dott. Daniele Gouthier è scrittore scientifico e ricercatore in comunicazione della scienza che lavora come libero professionista in Italia, con importanti esperienze in Europa.

Si è formato come matematico: laurea a Torino e PhD alla Sissa di Trieste. E’ stato ed è attualmente ricercatore in matematica, lavora sull’immagine e sui linguaggi della scienza. Alla Sissa ha proficuamente dedicato sette anni alla realizzazione e alla gestione di un portale di diffusione della cultura scientifica in un ambiente vivace e stimolante. Da oltre dieci anni insegna in corsi universitari o post-universitari.
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Buongiorno Dott. Gouthier, lei ha recentemente fondato una Casa Editrice scientifica a Torino.

  1. Com’è nata l’idea progettuale?
Le idee nascono nel tempo, per contaminazioni successive. C’è la passione per i libri e un forte interesse professionale su tutto ciò che comunica scienza. C’è un’esperienza pluriennale sul web, a Ulisse-nella rete della scienza (http://ulisse.sissa.it/), e la convinzione che in Italia si possano trovare tanti buoni autori, giovani, che desiderano cimentarsi con la scienza.

     2.    Lei reputa fondamentale il ruolo della creatività nel metodo scientifico, può indicare i punti salienti per un’indagine creativa nel mondo della scienza? E’ il metodo migliore per un approccio divulgativo e didattico?
La creatività è essenziale nell’atto stesso di fare scienza. La potenza del metodo scientifico è tutta lì: dare una cornice di rigore e metodo nella quale il ricercatore deve muoversi. I vincoli metodologici (ma anche il controllo della comunità di esperti) sono dei limiti essenziali per produrre nuova scienza. Ma dentro questi limiti vale tutto: le grandi scoperte scientifiche – e anche le piccole, se per questo – nascono da scarti creativi nel rispetto del metodo. Naturalmente, qualcosa di simile vale anche quando divulghiamo, quando insegniamo, quando comunichiamo. Ma in questi contesti siamo meno fortunati perché c’è meno metodo, ci sono meno vincoli accettati da tutti. Siamo in una fase più primitiva meno ben definita. Facciamo solo un parallelo: la scuola pubblica e di tutti come la conosciamo e la vogliamo ha cento cinquant’anni. La scienza ha quasi tre secoli di più. È una bella differenza. Per ora, il rischio è che la creatività nel divulgare, nell’insegnare, abbia pochi vincoli. Ma è un rischio che vale la pena correre.

      3.  Quali sono i punti di forza e debolezza nel contesto progettuale di Scienza Express?
È difficile dirlo oggi e quelli di debolezza temo che emergeranno come ostacoli, come problemi, senza che sapremo prevederli: ci sbatteremo dentro il naso. I punti di forza, che noi desideriamo mettere in campo (un’altra storia è vedere se siamo capaci di metterli in campo!) sono questi. Una stretta dialettica tra la casa editrice e il web, perché è importante confrontarsi sempre con la propria comunità. La scelta di autori che siano molto vicini alla ricerca e coinvolti in quello di cui scrivono. La vocazione che noi chiamiamo di “meno atomi, più bit”, integrando il libro di carta in un contesto più leggero. Il gusto delle cose fatte bene… e mi fermo qua perché nel dirglieli mi sento un bel po’ presuntuoso! Sarebbe meglio riparlarne tra un anno con un po’ di strada alle spalle, no?

    4.  Uno strumento agile, utile a raggiungere obiettivi concreti, può essere rappresentato dal web?
Sicuramente. Crediamo moltissimo nel web come luogo dove, prima far crescere, e poi vivere i libri.

    5.  Si dice che la scienza sia in crisi, come interpreta lei quest’affermazione?

Non mi sento titolatissimo a rispondere. Dal mio punto di vista, la scienza è sempre in crisi: cerca sempre di superarsi guardando criticamente a quello che ha fatto sino a un istante prima. In un’ottica storica, invece, mi sembra che la scienza goda di ottima salute e che stia iniziando a misurarsi con la società tutta, inventando altri modi di svilupparsi: penso ai blog che parlano di scienza, per rimanere al piccolo, ma a tutta la open culture, che è frutto di una visione scientifica del mondo e dell’innovazione, e persino a tutto il web, che ha cambiato il nostro modo di stare in relazione, anche questo partendo da idee scientifiche.

   6.  Come vede proiettata nel futuro la sua Casa Editrice?

Vogliamo dialogare con i giovani adulti, con i cittadini di domani, persone che avranno sempre più a che fare con la scienza anche solo per essere cittadini – dalle questioni ambientali a quelle alimentari, dalla gestione dei rischi alle nuove opportunità per la salute.
Vogliamo dialogare con la scuola: insegnanti, studenti, genitori ed educatori in senso lato. Perché il futuro di un paese “vecchio” si costruisce scommettendo sui giovani e scommettere sui giovani non vuol dire proporre loro le nostre ricette. Vuol dire ascoltare cosa si muove nel loro mondo e cercare di andare loro incontro.
Un esempio. Scienza Express produce libri “di carta” ma non ha paura degli ebook. Gli italiani oggi comprano un libro all’anno e quindi, sicuramente, saranno altri rispetto ai lettori di oggi quelli che guarderanno all’ebook. Ed ecco che si aprono enormi opportunità di dialogo.

   7.  Qual è il suo ultimo libro che ha letto e quale libro può consigliare ai nostri lettori.
Tralasciando Wallander dell’ottimo Mankell, ho molto apprezzato Logicomix di Doxiadis edito da Guanda. È una storia a fumetti della logica, o meglio di Bertrand Russell che può essere apprezzata a mille livelli. Un libro che mi sarebbe piaciuto pubblicare.

   8.  Gradisce aggiungere qualcos’altro e lasciare un messaggio ai lettori?
Scienza Express vuole un dialogo continuo e diretto con i lettori, ha una propria visione delle cose che potete leggere nel nostro manifesto (http://www.scienzaexpress.it/se/manifesto?utm_source=mistretta&utm_medium=link&utm_campaign=blog-101005) e vuole costruire un rapporto fiduciario con chi crede in noi. Abbiamo lanciato la campagna Amici di Scienza Express (http://www.scienzaexpress.it/se/amici-di-scienza-express?utm_source=mistretta&utm_medium=link&utm_campaign=blog-101005) con la quale chiediamo a chi crede nel progetto di fare una scommessa sul di noi. Venite e comprate ora gli undici libri che usciranno nel 2011. Investite in cultura, in scienza. Da parte nostra, anche noi cerchiamo di starvi vicini e lo facciamo offrendovi questa opportunità al 33% di sconto. Soldi e fiducia in cambio di libri. Secondo noi è un gioco in cui vincono tutti. Ci state a giocarlo con noi?

   9.  La presenza in rete è fondamentale, ci indica alcuni riferimenti dove possiamo trovare notizie inerenti alla sua attività?
Uno su tutti:   http//www.scienzaexpress.it, ma potete anche seguirci diventando fan della nostra pagina Facebook: http://www.facebook.com/pages/Scienza-Express/149314358436352


Si ringrazia il Dott. Daniele Gouthier per l’intervista rilasciata con l’augurio di un futuro roseo per la sua Casa Editrice Scienza Express.


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giovedì 14 ottobre 2010

SCIENZA EXPRESS: una Casa Editrice all'avanguardia


Una Casa Editrice torinese: un'innovazione offerta ai lettori, una sfida al mondo della divulgazione

Il 2011 è l’anno che inaugura il catalogo di Scienza Express.
Lo farà con libri che parleranno particolarmente al mondo della scuola e più in generale degli educatori alla scienza: Giochi cooperativi matematici; La prima guida all’animazione scientifica; La scienza per la scuola dell’infanzia.

Faranno divulgazione a partire da esperienze vissute in prima persona – è questa una delle cifre di Scienza Express: Il più bel satellite della mia vita; I viaggi dell’Orsa Maggiore.
Presenteranno questioni che riguardano il rapporto della scienza con il resto della società: dall’ambiente alla salute, dalla tecnologia alla comunicazione. La scienza guarda i problemi della società, e a volte aiuta a risolverli.

La società pone problemi alla scienza, e a volte stabilisce i limiti della sua azione: Manuale di sopravvivenza energetica; Se fossi una pecora, verrei abbattuta?; Appunti dal nanomondo; L’automobile dalla B alla Z.

Proporranno racconti di scienza, perché la scienza sa essere anche occasione di divertimento e di intrattenimento, oltre che un importante sguardo sul mondo e sulle vicende di noi tutti: La spia che veniva dal baseball; Peloché e i racconti della luce.

Libri tutti da scoprire, dunque, dove argomenti, titoli , raffigurazioni sono un invito alla soddisfazione della curiosità personale e un monito ad approfondire discipline utili all'acquisizione di conoscenze.
Il sito propone anche un Manifesto, un'iniziativa di servizio al mondo accademico, una campagna per arruolare amici e poi .....scopritelo voi stessi

Per contattare i fondatori Daniele Gouthier e Luciano Celi:
http://www.scienzaexpress.it/se/contatti
 

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mercoledì 13 ottobre 2010

E-BOOK: CONTABILITA' E BILANCIO

COLLANA: Contabilità
AUTORE: Walter Caputo
TITOLO: Contabilità e bilancio: teoria e pratica a livello base
SOTTOTITOLO: Esercizi svolti e da svolgere, quiz con soluzioni, software excel per elaborare il bilancio d’esercizio e glossario essenziale dei termini tecnici
FORMATO: PDF per il testo ed EXCEL per il software
EDIZIONE: 1^ edizione 2010 – aggiornata al 22-9-2010
DIFFUSIONE: Associazione E.C.O.

Questo volume, che illustra i fondamenti della Partita Doppia e si caratterizza per l’estrema semplicità, è suddiviso in due parti: una teorica e una pratica.

In quella teorica si richiamano i concetti base della P.D. e si forniscono gli “strumenti del contabile”: schema di funzionamento del metodo, piano dei conti, strutture contabili, schemi delle scritture di assestamento e procedure di bilancio.

La parte pratica, invece, descrive – tramite casi svolti – la metodologia contabile, sia nell’aspetto di analisi dei documenti aziendali e di redazione delle scritture, sia in quello di elaborazione del bilancio d’esercizio.

Di grande aiuto può risultare la struttura “narrativa” del terzo capitolo, che permette di calarsi in maniera ottimale nel mestiere: fra le righe, infatti, vengono evidenziati gli aspetti positivi e negativi della professione, così da rendere un’idea di cosa significhi esattamente “fare il contabile”.

Un capitolo apposito è poi dedicato alla spiegazione del contenuto e dell’utilizzo del file excel allegato a questo testo: si tratta di una simulazione excel che consente di redigere il bilancio d’esercizio a partire dalla situazione contabile. Il programma si giova di una serie di automatismi grazie ai quali l’utente può verificare la correttezza delle risposte alle varie domande formulate.

A fine testo, un capitolo contiene esclusivamente utilissimi esercizi da svolgere: compilazione della Prima Nota di cassa e banca, rilevazioni in Partita Doppia e scritture contabili da effettuare a partire da documenti aziendali.

Il testo si indirizza agli studenti dei corsi IGEA, agli studenti universitari che devono affrontare l’esame di Economia Aziendale e, per la pratica della Partita Doppia, a tutti i giovani professionisti e agli operatori d’azienda. A tal fine, ogni capitolo è corredato di un questionario le cui soluzioni sono riportate a fine volume.

Chiude il lavoro un utile glossario contenente quasi 90 termini tecnici.
A lettura ultimata, è possibile continuare il dialogo con l’autore, tramite il blog: “Paghe e Contabilità – Scienze naturali ed economiche”, che ospita, oltre ad informazioni ed approfondimenti sui temi della contabilità e del calcolo della busta paga, anche articoli di divulgazione scientifica.
Fisco Oggi, rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate, ha recensito il libro qui.


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martedì 12 ottobre 2010

LABORATORIO IN CLASSE: COSTRUIAMO INSIEME LE GALASSIE MOBILI



CHE COSA OCCORRE

- cartone rotondo (di una torta o pizza)
- 4 grandi fogli di cartoncino
- brillantini colorati (oro, argento, rosso, arancio, giallo, blu, porpora o altri colori)
- Colla
- Pennello piccolo
- Forbici
- Filo
- un robusto ago da cucito
- 16 perline piccole
- un righello
- un bottone a 4 fori



COME ESEGUIRE I MODELLINI DELLE GALASSIE

- tagliare la galassia sulla linea punteggiata dopo averle incollate su cartoncino
- decorare le galassie con i brillantini (ogni brillantino è una stella) : le galassie sono più brillanti nel centro .


COME ESEGUIRE IL SOSTEGNO
- usare il cartone rotondo
- disegnare tre segni equidistanti sull'orlo del cerchio, approssimativamente 2 centimetri dall'orlo.
- infilare l'ago ed chiudere il filo con un nodo grasso all'apice
- infilare l'ago nel cartoncino in uno dei segni e in uno dei buchi nel bottone su e in giù
- così per gli altri segni e annodare all'apice
- fare in modo che resti un filo al bottone per appendere il cerchio al soffitto

COME APPENDERE I TIPI DI GALASSIE
- segnare punti sul cerchio di cartone dove si legano le galassie.
- infilare l'ago e filo al centro di ogni galassia e fermarlo con un nodo al disco di cartone
- fare in modo che le galassie si appendano a livelli diversi, così loro possono girare liberamente senza colpirsi l'un l'altra.

Modellini da ritagliare

La geometria dei Frattali...(5/6)

sabato 9 ottobre 2010

LA CONVENZIONE SULLA DIVERSITA' BIOLOGICA

La Convenzione sulla diversità biologica (CDB), entrata in vigore il 29 dicembre 1993, ha tre obbiettivi principali: conservare la diversità biologica, utilizzarla in modo durevole e spartire i benefici che ne derivano in modo giusto ed equilibrato. Biodiversità è il termine che designa tutte le forme di vita sul pianeta Terra, quella di cui siamo testimoni, in quest’epoca storica, è il frutto di un’evoluzione durata miliardi di anni sotto l’egida dei processi naturali e, sempre più, sotto l’influenza degli esseri umani.

In questa “diversità” vengono incluse le molte varietà di piante, di animali e di microrganismi, ma anche le differenze genetiche all’interno di ogni specie (es: pianta e frutto del limone selvatico e pianta e frutto del limone coltivato). Dalla scoperta dell’agricoltura, passando per la rivoluzione industriale e arrivando ai giorni d’oggi, abbiamo rimodellato paesaggi, animali, deciso (spesso inconsapevolmente) estinzioni di esseri viventi in modo irrimediabile, senza tenere conto di tutto ciò. Nonostante il nostro modo di vivere sia molto cambiato col passare del tempo, basti pensare alla nostra alimentazione, oggi condizionata dal commercio degli alimenti piuttosto che dalle stagioni o dalla natura, la diversità biologica deve essere difesa perché è il pilastro della civiltà.

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lunedì 4 ottobre 2010

E-BOOK DEL FESTIVAL DELLA MENTE

I Libri del Festival della Mente sono da oggi disponibili anche in formato ebook
da scaricare su
http://www.bookrepublic.it/pages/sarzana/


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