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martedì 4 ottobre 2011

"L'ETOLOGIA" DI KONRAD LORENZ


Al pari della teoria relativistica di Einstein o di quella psicoanalitica di Freud, l'etologia, la scienza di cui Konrad Lorenz è stato l'iniziatore e che studia il comportamento animale con il metodo dell'analisi comparata, è entrata ormai stabilmente nella "coscienza collettiva" e nella cultura dell'Occidente. Questo trattato di "fondamenti e metodi" è una vera summa del pensiero lorenziano, con [leggi tutto ...] la quale deve misurarsi anche chi voglia solo contestarne i risultati. Accusato spesso di eccessivo innatismo, Lorenz sorvola qui sugli aspetti del comportamento umano, ma i risultati di etologia animale che vengono illustrati sono di portata così generale che il riferimento è trasparente. Il luminoso ma fragile edificio della nostra razionalità, sembra ammonire Lorenz, poggia su un terreno di istinti primordiali che abbiamo in comune con creature ben più primitive nella scala evolutiva e con cui dobbiamo fare i conti.
Un brano tratto da "L'etologia" di K. Lorenz, Cap.° II, paragrafo 2:
<< 2.2  La successione dei passaggi conoscitivi dettata dal  carattere sistemico
La definizione data da Otto Koehler del "tutto organico" dice abbastanza chiaramente che in un sistema organico non esistono concatenazioni univoche tra cause ed effetti, a parte alcune eccezioni di cui parleremo più avanti. Si compie perciò un errore metodolo­gico sostanziale, se si va a cercare sperimentalmente, o anche solo la si isola concettualmente e solo in una direzione, una concatena­zione causale. Naturalmente, come dice Koehler nella precedente citazione, ciò si rende continuamente necessario e, in un esperimento di fisiologia, non si può affatto procedere altrimenti che stabilendo una certa causa e studiandone l'effetto. Bisogna soltanto conservare la consapevolezza di aver creato qualcosa di artificiale.Ogni tipo di interrogativo e ogni metodo sono permessi, a patto che la successione della loro applicazione sia determinata dalla con­sapevolezza che l'organismo è un sistema nel quale ogni parte è in relazione reciproca con tutte le altre. Con l'esempio di un si­stema tecnico costruito dall'uomo, dimostrerò come non si possa evitare la successione dei passaggi conoscitivi di cui stiamo par­lando. Poniamo che un abitante di Marte sia atterrato sulla Terra e si sia imbattuto come primo oggetto di ricerca in un'automo­bile. Non farà certo progressi nella conoscenza di questa strut­tura meccanica, se non avrà prima risposto all'interrogativo teleo-nomico, cioè se prima non avrà scoperto che l'oggetto è un mezzo di locomozione dell'Homo sapiens. Anche il biologo che, in un paese sconosciuto, si imbatte in un organismo per lui completa­mente nuovo, cercherà indubbiamente per prima cosa di compren­dere l'utilità, ai fini della conservazione della specie, dei suoi diversi organi e insieme le relazioni ecologiche tra organismo e ambiente. In altre parole, comincerà la sua ricerca su un sistema di riferi­mento il più possibile ampio.>>
 La base dell’etologia di Lorenz è lo spirito di osservazione, la capacità di guardare e vedere  attraverso l’uso del metodo intuitivo, basato sull’analisi diretta del comportamento degli animali, da cui trarre idee e principi generali. La sua passione per la natura e in particolar modo per gli animali è un monito per il rispetto del mondo in cui viviamo. L’ambiente naturale appare a Lorenz come un tessuto intrecciato indissolubilmente alla vita degli uomini. La capacità di amare la natura però non si impara: fedele alla sua teoria dell’imprinting, Lorenz sosteneva che se non si acquisisce la giusta sensibilità verso la natura entro i primi sei anni di vita, non si potrà mai essere naturalisti.
"Gli animali ci aiutano a ristabilire il contatto con la realtà della natura che è andato perduto per l’uomo civilizzato”, affermava Lorenz, preoccupato dai ritmi di lavoro innaturali della società dei consumi.

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ROSA

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