Al pari della teoria
relativistica di Einstein o di quella psicoanalitica di Freud, l'etologia, la
scienza di cui Konrad Lorenz è stato l'iniziatore e che studia il comportamento
animale con il metodo dell'analisi comparata, è entrata ormai stabilmente nella
"coscienza collettiva" e nella cultura dell'Occidente. Questo
trattato di "fondamenti e metodi" è una vera summa del pensiero
lorenziano, con [leggi tutto ...] la quale
deve misurarsi anche chi voglia solo contestarne i risultati. Accusato spesso
di eccessivo innatismo, Lorenz sorvola qui sugli aspetti del comportamento
umano, ma i risultati di etologia animale che vengono illustrati sono di
portata così generale che il riferimento è trasparente. Il luminoso ma fragile
edificio della nostra razionalità, sembra ammonire Lorenz, poggia su un terreno
di istinti primordiali che abbiamo in comune con creature ben più primitive
nella scala evolutiva e con cui dobbiamo fare i conti.
Un brano tratto da "L'etologia" di K. Lorenz, Cap.° II, paragrafo 2:
<<
2.2 La successione dei passaggi
conoscitivi dettata dal carattere
sistemico
La definizione data da Otto Koehler del
"tutto organico" dice abbastanza chiaramente che in un sistema organico non esistono
concatenazioni univoche tra cause ed effetti, a parte alcune eccezioni di cui parleremo più avanti. Si compie perciò un errore metodologico sostanziale, se si va a cercare
sperimentalmente, o anche solo la
si isola concettualmente e solo in una direzione, una concatenazione causale.
Naturalmente, come dice Koehler nella precedente citazione, ciò si rende continuamente necessario e, in
un esperimento di fisiologia, non si può
affatto procedere altrimenti che stabilendo una certa causa e studiandone
l'effetto. Bisogna soltanto conservare la consapevolezza di aver creato
qualcosa di artificiale.Ogni
tipo di interrogativo e ogni metodo sono permessi, a patto che
la successione della loro applicazione sia determinata dalla consapevolezza
che l'organismo è
un sistema nel quale ogni parte è in
relazione reciproca con tutte le altre. Con l'esempio di un sistema tecnico costruito dall'uomo, dimostrerò
come non si possa evitare
la successione dei passaggi conoscitivi di cui stiamo parlando. Poniamo che un abitante di Marte sia
atterrato sulla Terra e
si sia imbattuto come primo oggetto di ricerca in un'automobile. Non farà
certo progressi nella conoscenza di questa struttura meccanica, se non avrà prima risposto
all'interrogativo teleo-nomico,
cioè se prima non avrà scoperto che l'oggetto è un mezzo di locomozione dell'Homo sapiens. Anche
il biologo che, in un paese
sconosciuto, si imbatte in un organismo per lui completamente nuovo, cercherà indubbiamente per prima
cosa di comprendere l'utilità, ai fini
della conservazione della specie, dei suoi diversi organi e insieme le relazioni ecologiche tra organismo e ambiente. In altre parole, comincerà la sua ricerca su un
sistema di riferimento il più
possibile ampio.>>
La base dell’etologia di Lorenz è lo spirito di osservazione, la capacità di guardare e vedere attraverso l’uso del metodo intuitivo, basato sull’analisi diretta del comportamento degli animali, da cui trarre idee e principi generali. La sua passione per la natura e in particolar modo per gli animali è un monito per il rispetto del mondo in cui viviamo. L’ambiente naturale appare a Lorenz come un tessuto intrecciato indissolubilmente alla vita degli uomini. La capacità di amare la natura però non si impara: fedele alla sua teoria dell’imprinting, Lorenz sosteneva che se non si acquisisce la giusta sensibilità verso la natura entro i primi sei anni di vita, non si potrà mai essere naturalisti.
"Gli animali ci aiutano a ristabilire il contatto con la realtà della natura che è andato perduto per l’uomo civilizzato”, affermava Lorenz, preoccupato dai ritmi di lavoro innaturali della società dei consumi.