lunedì 31 ottobre 2011

CARNEVALE DELLA FISICA: la parola ai bambini

I miei complimenti a Cristina Sperlari, che definirei una MAESTRA SUPER.
In questa iniziativa ci sono anch'io con il mio blog. Entusiasmante !
Grazie a Chiara per il suo bel disegno, con l'augurio di farlo girare per tutta la Terra e ...oltre!!

La creatività insieme all'entusiasmo fanno girare il mondo della cultura!

http://ilpiccolofriedrich.blogspot.com/2011/10/carnevale-della-fisica-24.html

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domenica 30 ottobre 2011

VIDEO E AUDIO DEL FESTIVAL DELLA MENTE

L'ottava edizione del primo festival europeo dedicato alla creatività, diretto da Giulia Cogoli, promosso dalla Fondazione Carispe e dal Comune di Sarzana, ha confermato il grande successo di pubblico con oltre 40.000 presenze. Nonostante il momento di forte crisi economica il festival ha registrato il tutto esaurito agli 84 eventi in programma.
Grazie a tutti coloro che sono arrivati da tutta Italia e appuntamento per la nona edizione dal 31 agosto al 2 settembre 2012
http://portale.festivaldellamente.it/it/home
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venerdì 28 ottobre 2011

LA DUPLICAZIONE DEL DNA

Sulla natura del substrato che trasporta - per così dire - i caratteri ereditari da una generazione all'altra gli studiosi hanno indagato fin da tempi antichi. Già nel Settecento, per pure esigenze logiche, de Maupertuis (1698-1759), matematico e geometra, aveva sostenuto che questo substrato esiste e viene duplicato in seno ad ogni organismo in vista della riproduzione. L'idea era molto fertile, e fu cautamente ripresa da Buffon (1707-1788), ma le conoscenze scientifiche di quell'epoca non consentivano di avanzare ipotesi più precise.
Alla fine dell'Ottocento fu compiuto un importante passo avanti : fu riconosciuto che questo substrato materiale è racchiuso entro il nucleo di ogni cellula e che, ad ogni divisione cellulare, esso passa nelle cellule figlie.
Nei primi anni del Novecento divenne chiaro, altresì, che questo substrato è autoriproducibile, non riceve cioè uno stampo da strutture estranee, ma si duplica 'ricopiando' se stesso (E. Giglio Tos, 1865-1921).
Ci vollero ancora quarant'anni per riconoscere che esso consiste in molecole di acido desossiribonucleico (DNA) e solo nel 1953 la conformazione delle lunghe macromolecole di questa sostanza è stata ricostruita da Watson e Crick. Questi autori, identificata la doppia elica del DNA, intuirono prontamente in qual modo la macromolecola polimerica si riproduceva eguale a se stessa.
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mercoledì 26 ottobre 2011

SPERIMENTAZIONI SPAZIALI: CHE COSA SUCCEDE SULLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE?


La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è una piattaforma orbitante intorno al nostro pianeta che sarà utilizzata per ampliare i confini della scienza, della tecnologia e della medicina verso nuove ed emozionanti direzioni.
Il gigantesco laboratorio spaziale, spesso nitidamente visibile a occhio nudo durante i suoi passaggi notturni, orbita a 400 kilometri dalla superficie terrestre ed è la base operativa di un gruppo internazionale di astronauti. (
http://www.esa.int/esaCP/ESAEFEUM5JC_Italy_0.html)

La ISS fornisce una struttura per condurre esperimenti inerenti alla medicina, alla biologia con esperimenti biomedici e  biotecnologie, alla fisica, comprese la meccanica dei fluidi e la meccanica quantistica, alla scienza dei materiali, all'astronomia e alla meteorologia.(http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_Spaziale_Internazionale#Assemblaggio)

Gli studi sulla fisica dei fluidi in microgravità permetterà ai ricercatori di studiarne il comportamento: infatti i fluidi nello spazio possono essere mescolati quasi completamente senza dover tenere conto del loro peso. Grazie ad esperimenti condotti all'esterno della Stazione, a temperature molto basse ed in assenza di peso, sarà possibile ampliare le conoscenze sugli stati della materia (in particolare sui superconduttori) poiché la combinazione delle due condizioni dovrebbe far osservare i passaggi di stato rallentati.

Altre aree di interesse includono ricerche che esaminano la combustione nello spazio coinvolgendo l'efficienza delle reazioni e la formazione di sottoprodotti, con possibili miglioramenti nel processo di produzione dell'energia sia per la Terra che per i veicoli spaziali, con importanti risvolti economici ed ambientali. Gli obiettivi futuri sono indirizzati allo studio di aerosol, ozono, vapore acqueo e ossidi nell'atmosfera terrestre, così come i raggi cosmici, la polvere cosmica, l'antimateria e la materia oscura nell'universo.

Ma quante sono e quali sono le sperimentazioni che si attuano sulla ISS? Per visualizzarle tutte, cliccate sul link sottostante e ... buona sperimentazione!

Ecco un video per il nostro futuro e per quello della Terra, in nome della ricerca scientifica:



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martedì 18 ottobre 2011

LE CELLULE DEI PROTISTI

La cellula dei protisti ha forma assai varia sicché è difficile descriverla in modo schematico. Si può dire che di solito è munita o di flagelli, lunghe strutture che permettono a essi di nuotare, o di pseudopodi, tozze strutture che permettono ad esse di strisciare; di solito mancano di parete cellulare. Il nucleo non è diverso da quello dei funghi, ma il nucleolo ha forma globulare. Nel citoplasma si osservano membrane coperte di ribosomi e vescicole lisce, schiacciate e sovrapposte, i golgiosomi. Sono presenti i mitocondri e, nelle specie fotosintetiche, i cloroplasti. Sono comuni i vacuoli alimentari. La struttura cellulare dei Protisti è dominata dalla presenza dei sistemi proteici actina-miosina e tubulina-dineina, il primo dei quali presiede alla contrattilità citoplasmatica, mentre il secondo presiede alla motilità del flagello, struttura molto più complessa del flagello della cellula batterica .
Nella cellula dei Protisti, che di solito è priva del sostegno fornito dalla parete, è sviluppato uno 'scheletro' cellulare, chiamato citoscheletro, che può avere consistenza e forme varie e bizzarre .
Continua su:
http://omodeo.anisn.it/omodeo/cellprotisti.htm

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sabato 15 ottobre 2011

RISORSE PER LA DIDATTICA

Un prezioso strumento per gli insegnanti:
su Dienneti il meglio in rete per l'educazione e la didattica: materiali e strumenti di qualità selezionati e organizzati in una rassegna vasta, aggiornata e di libero accesso al servizio dell'educazione e della scuola, per la didattica, la ricerca, l'informazione, lo studio, lo svago e l'intrattenimento educativo
http://www.dienneti.it/

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martedì 4 ottobre 2011

"L'ETOLOGIA" DI KONRAD LORENZ


Al pari della teoria relativistica di Einstein o di quella psicoanalitica di Freud, l'etologia, la scienza di cui Konrad Lorenz è stato l'iniziatore e che studia il comportamento animale con il metodo dell'analisi comparata, è entrata ormai stabilmente nella "coscienza collettiva" e nella cultura dell'Occidente. Questo trattato di "fondamenti e metodi" è una vera summa del pensiero lorenziano, con [leggi tutto ...] la quale deve misurarsi anche chi voglia solo contestarne i risultati. Accusato spesso di eccessivo innatismo, Lorenz sorvola qui sugli aspetti del comportamento umano, ma i risultati di etologia animale che vengono illustrati sono di portata così generale che il riferimento è trasparente. Il luminoso ma fragile edificio della nostra razionalità, sembra ammonire Lorenz, poggia su un terreno di istinti primordiali che abbiamo in comune con creature ben più primitive nella scala evolutiva e con cui dobbiamo fare i conti.
Un brano tratto da "L'etologia" di K. Lorenz, Cap.° II, paragrafo 2:
<< 2.2  La successione dei passaggi conoscitivi dettata dal  carattere sistemico
La definizione data da Otto Koehler del "tutto organico" dice abbastanza chiaramente che in un sistema organico non esistono concatenazioni univoche tra cause ed effetti, a parte alcune eccezioni di cui parleremo più avanti. Si compie perciò un errore metodolo­gico sostanziale, se si va a cercare sperimentalmente, o anche solo la si isola concettualmente e solo in una direzione, una concatena­zione causale. Naturalmente, come dice Koehler nella precedente citazione, ciò si rende continuamente necessario e, in un esperimento di fisiologia, non si può affatto procedere altrimenti che stabilendo una certa causa e studiandone l'effetto. Bisogna soltanto conservare la consapevolezza di aver creato qualcosa di artificiale.Ogni tipo di interrogativo e ogni metodo sono permessi, a patto che la successione della loro applicazione sia determinata dalla con­sapevolezza che l'organismo è un sistema nel quale ogni parte è in relazione reciproca con tutte le altre. Con l'esempio di un si­stema tecnico costruito dall'uomo, dimostrerò come non si possa evitare la successione dei passaggi conoscitivi di cui stiamo par­lando. Poniamo che un abitante di Marte sia atterrato sulla Terra e si sia imbattuto come primo oggetto di ricerca in un'automo­bile. Non farà certo progressi nella conoscenza di questa strut­tura meccanica, se non avrà prima risposto all'interrogativo teleo-nomico, cioè se prima non avrà scoperto che l'oggetto è un mezzo di locomozione dell'Homo sapiens. Anche il biologo che, in un paese sconosciuto, si imbatte in un organismo per lui completa­mente nuovo, cercherà indubbiamente per prima cosa di compren­dere l'utilità, ai fini della conservazione della specie, dei suoi diversi organi e insieme le relazioni ecologiche tra organismo e ambiente. In altre parole, comincerà la sua ricerca su un sistema di riferi­mento il più possibile ampio.>>
 La base dell’etologia di Lorenz è lo spirito di osservazione, la capacità di guardare e vedere  attraverso l’uso del metodo intuitivo, basato sull’analisi diretta del comportamento degli animali, da cui trarre idee e principi generali. La sua passione per la natura e in particolar modo per gli animali è un monito per il rispetto del mondo in cui viviamo. L’ambiente naturale appare a Lorenz come un tessuto intrecciato indissolubilmente alla vita degli uomini. La capacità di amare la natura però non si impara: fedele alla sua teoria dell’imprinting, Lorenz sosteneva che se non si acquisisce la giusta sensibilità verso la natura entro i primi sei anni di vita, non si potrà mai essere naturalisti.
"Gli animali ci aiutano a ristabilire il contatto con la realtà della natura che è andato perduto per l’uomo civilizzato”, affermava Lorenz, preoccupato dai ritmi di lavoro innaturali della società dei consumi.

lunedì 3 ottobre 2011

LA SCUOLA DEL SAPERE AL CARNEVALE DELLA FISICA


Benvenuti alla 23esima edizione del Carnevale della Fisica, che accompagna il declino della stagione estiva e accoglie l'Autunno incipiente.
Come è consuetudine, apro la manifestazione con alcune riflessioni e spunti personali per poi lasciare spazio ai partecipanti, i veri protagonisti della manifestazione.
La Fisica, come risaputo, è la scienza della Natura nel senso più ampio. Essa, spaziando dal macrocosmo al microcosmo, passa per la Terra, l'uomo e le sue creazioni. Il suo scopo è lo studio dei fenomeni naturali, ossia di tutti quegli eventi che possano essere descritti tramite grandezze fisiche, al fine di stabilire le leggi che regolano le loro interazioni.
Leggi tutto su:
http://scientificando.splinder.com/post/25599290/carnevale-della-fisica-23-linfinitamente-grande-e-linfinitamente-piccolo

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