Fra gli studi sulla crisi della modernità, questo saggio si
inserisce con forza da una prospettiva inattesa. I nostri antenati greci avevano
un sistema di valori indivisibile, fatto di giustizia e bellezza. La bellezza,
raccogliendo approvazioni indiscutibili, aiutava ad assicurare un consenso anche
alla morale. Una relazione armonica tra bellezza e giustizia sopravviveva nel
Rinascimento, insieme a un rapporto tra piazza e palazzo. Ma il protestantesimo
e la modernizzazione spaccano questo vertice unitario, in nome di una giustizia
ascetica e della funzionalità. Il bello, non essendo strettamente necessario, si
incammina in direzione del passatempo e dell’investimento. Intanto,
privatizzazione e razionalizzazione della vita eliminano la piazza, dove si
godeva la bellezza gratuitamente e insieme. L’arte si fa specialistica e la
massa si abitua alla bruttezza come condizione normale. Ma il cinismo verso i
valori della giustizia, che la società di oggi si rimprovera, potrebbe derivare
anche dall’aver eliminato quelli della bellezza, da cui la loro radice è
inseparabile.
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Luigi Zoja, già presidente della IAAP, l’associazione che
raggruppa gli analisti junghiani nel mondo, ha lavorato a Zurigo, New York e
Milano. I suoi testi sono stati pubblicati in dieci lingue. In italiano: Nascere
non basta. Iniziazione
e tossicodipendenza (Cortina, Milano 1985 e 2003);
Coltivare l’anima (Moretti, Roma 1999); Storia dell’arroganza. Psicologia e
limiti dello sviluppo (Moretti, Roma 2003). Il gesto di Ettore. Preistoria,
storia, attualità e scomparsa del padre è stato pubblicato da Bollati
Boringhieri nel 2000 ed ha vinto il Gradiva Award 2002.
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sabato 31 dicembre 2011
Giustizia e Bellezza di L. Zoja
Pubblicato da
Rosa Maria Mistretta
giovedì 29 dicembre 2011
martedì 27 dicembre 2011
DA ATLANTIDE ALLA SFINGE

I temi affrontati sono: le misteriose origini della Sfinge; il codice astronomico inscritto nella Grande Piramide di Giza; tracce e indizi di una antichissima civiltà evoluta: le prove dell'esistenza di Atlantide e il cataclisma che la distrusse; ipotesi per una nuova teoria dell'evoluzione dell'uomo.
Pubblicato da
Rosa Maria Mistretta
giovedì 22 dicembre 2011
lunedì 12 dicembre 2011
CARNEVALE DEI LIBRI DI SCIENZA : IL GIOCO
Carnevale dei Libri di Scienza #2: il gioco
Il poeta tedesco Friedrich Schiller sosteneva che
“L'uomo è veramente uomo soltanto quando
gioca". Il suo omonimo e connazionale Friedrich Nietzsche, in “Così parlò
Zarathustra”, rafforzò il concetto dicendo che “Nell'uomo autentico si nasconde un bambino: che
vuole giocare”Parlando di scienza, poi, perderemmo inevitabilmente di vista qualcosa se non tenessimo in seria considerazione la prospettiva del gioco. Lo scienziato, normalmente, coltiva in sé lo spirito ludico e l’atteggiamento curioso del bambino che gioca, coniugandolo con una concezione più matura che aspira alla sintesi e alla visione d’insieme. A questo proposito, il fisico americano Isidor Isaac Rabi, premio Nobel nel 1944, disse che “La scienza è un grande gioco che ispira e tonifica, e il campo di gioco è l'universo stesso.”
D’altra parte, lo spirito giocoso è utile non solo per chi la scienza la fa, ma anche, e soprattutto, per chi la comunica. Il divulgatore non è uno che riferisce asetticamente i fatti di scienza: piuttosto, li racconta, o meglio li narra, possibilmente facendo leva sugli aspetti emozionali del pubblico per rendere il messaggio più efficace e stimolante. Ecco allora che la capacità di giocare con la scienza può diventare un’arma molto potente in mano al divulgatore, e un motivo di piacere per il destinatario della comunicazione.
http://www.scienzaexpress.it/carnevale-dei-libri-di-scienza/137-carnevale-dei-libri-di-scienza.html
sabato 10 dicembre 2011
LA STORIA INFINITA
| « "Tutto ciò che accade, tu lo scrivi", disse. "Tutto ciò che io scrivo accade", fu la risposta. » | |
http://it.wikipedia.org/wiki/La_storia_infinita_(romanzo)
http://it.wikipedia.org/wiki/La_storia_infinita_(film)
Pubblicato da
Rosa Maria Mistretta
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